DOMENICA SARA’ INAUGURATO L’UBI CONSISTAM DEL SULMONESE
16 MARZO 2022 – Domenica prossima, che sarebbe stato il compleanno di Publio Ovidio Nasone, sarà inaugurato il museo a lui dedicato nell’ex convento di Santa Caterina. Il giorno prima sarà apposta una corona alla statua del Ferrari in Piazza XX Settembre e consegnato il premio del “Certamen ovidiano”. Le visite agli ambienti restaurati del convento di Via Angeloni si svolgeranno dal pomeriggio.
Che si tratti di un museo non si può dire con certezza, tanto è vero che la cerimonia di domenica è intitolata, per volontà dell’amministrazione, “Verso il museo di Ovidio”. Vedremo cosa si è fatto e cosa si vorrà fare, consapevoli dei dubbi che in ordine alla “multimedialità” espresse l’ex assessore alla cultura e presidente dell’Archeoclub, Alessandro Bencivenga. E’ già tanto che questo allestimento non si chiami “Spazio Ovidio”, come sollecitava chi già pubblicizzava “Spazio Pingue”, cioè lo stesso Fabio Spinosa Pingue (che originalità, direte) che allestì da dietro le quinte di Fabbricacultura la apposizione della corona d’aglio sulla testa della statua ove sabato gli studenti avranno il buon gusto di porgere una corona di alloro alla quale ambiva il Poeta. Pingue, peraltro, riciccia negli interventi di apertura e probabilmente aggiornerà l’uditorio sulla spinta che nelle vendite del tubero ha avuto l’accostamento alle Metamorfosi o alle “Tristezze” , addirittura parodiate proprio sotto la statua del Ferrari e all’indomani dell’oscena mascheratura. Il “Progetto di allestimento” si varrà anche dell’apporto di “Raffaele Giannantonio – consulente scientifico”, che quando Ovidio fu coronato d’aglio non espresse un colpo di tosse, al contrario del dott. Bencivenga che elevò un garbato eppure deciso e inequivocabile dissenso. La scienza talvolta si gira dall’altra parte. Succede nella Sulmona che non ha celebrato il Bimillenario (a farlo è stato il Quirinale, con il Presidente in persona) e che non riapre il Centro Studi Ovidiani neanche dopo 13 anni dal terremoto, quando a L’Aquila sono stati riaperti pure gli spazi meno pingui che tuttavia hanno ricevuto milioni di euro per il restauro.
Nella foto sotto il simbolo del martirio della ruota inflitto a Santa Caterina e ancora visibile nell’ex convento di Via Angeloni
Nella foto del titolo, il cartello che cercò di trasformare Ovidio in testimonial dell’aglio. Furono la Direttrice del Polo Museale d’Abruzzo, Lucia Arbace, il presidente dell’Archeclub di Sulmona, privati cittadini e Il Vaschione (che si rivolse al Tribunale) a sollevarsi per questa indecente pagliacciata, animata dalla smania di vendere con un collegamento al “marchio forte” di Ovidio nel mondo. Sindaco, altre associazioni, Raffaele Giannantonio, oggi consulente scientifico del museo di Ovidio, diventarono poliglotti tacendo in sette lingue, compreso il latino.







