Pratola abbandonata a se stessa, gli abitanti del Bagnaturo in strada si preparano a fuggire

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fuoco vicino a recinzione a Bagnaturo

ORA URGE UNA INCHIESTA PER SAPERE COME E’ STATA GESTITA L’EMERGENZA IERI A PREZZA

28 AGOSTO 2017 – Scene drammatiche si registrano dalle ore 18 nella frazione Bagnaturo

(al confine tra i comuni di Sulmona e di Pratola Peligna) per l’espandersi delle fiamme del colossale incendio del Monte Morrone (nella foto in alto le fiamme vicine alla recinzione di una casa). Alcuni degli abitanti indossano una mascherina protettiva sulla bocca, altri stanno preparandosi ad evacuare le case, mentre a poco più di un chilometro fiamme altre oltre dieci metri incombono su tutta la zona, alimentate dal vento. Sul posto sono stati dirottate varie autobotti, del tutto insufficienti e che, tra l’altro, hanno molta difficoltà, negli incroci, lungo la stretta via di collegamento tra il Bagnaturo e la Badia. Gli ultimi lanci di Canadair ed elicotteri si sono registrati poco prima delle 19,30 ed ora i luoghi abitati sono sotto la grave incognita del fuoco e soprattutto della direzione del vento, mentre l’incendio si sta abbassando visibilmente di quota.

VVFF a San Pietro

Ora è necessario che la Procura della Repubblica indaghi su come siano stati impartiti ieri gli ordini per abbandonare sostanzialmente le operazioni di spegnimento sul Morrone (o ridurle sensibilmente, come riportato nella stampa di oggi) per potenziare quelle su Prezza, Goriano, Raiano. Se si è avuto riguardo all’imponenza delle fiamme, alla vicinanza di luoghi abitati, alla presenza di un nucleo industriale e del tratto autostradale della SS 17 (a quattro corsie), che adesso rischia effettivamente di essere chiuso. Soprattutto la Procura della Repubblica dovrebbe indagare sul motivo per il quale all’incontro di ieri tenuto al Comune di Prezza (e al quale era presente la massima autorità governativa, cioè il Prefetto) non è stato invitato il Sindaco di Pratola, che era il comune più vicino alla progressione dell’incendio dalle Marane e dalla Badia sulmonese; e se in questo mancato invito siano stati rilevanti i motivi di contrasto politico tra la lista dell’avv. Di Nino, che è stata eletta, e quella della dott.ssa Tomassilli, sostenuta dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo, marito della sig.ra Scoccia, sindaco di Prezza, che oggi su “facebook” ha trionfalmente fatto presente che l’incendio a Prezza è “spentoooooo” (testualmente) e lei risponde per Prezza. Ovviamente lei risponde per Prezza, ma lo stesso Prefetto non ancora risponde alla lettera aperta inviatagli da questo giornale per conoscere i motivi della mancata verifica, da parte sua, degli inviti e soprattutto dell’invito al sindaco più a rischio.

Volontari con le pale

 

Tutte queste informazioni dovrebbero confluire per accertare se siano stati commessi reati e per farci poi avere una valutazione su come sia stata gestita l’emergenza di questo incendio: se, cioè, dopo le fasi iniziali, ci sia stata una regìa tesa a  privilegiare un paese con un certo orientamento politico a danno di altro che ha votato in modo opposto. E se in questo debba rientrare anche la figura del Prefetto, oltre che quella del Presidente della Regione (se è lui incaricato della Protezione civile, come pare quando rilascia interviste trionfali) che era presente alla stessa riunione e non ha battuto ciglio per l’assenza della concorrente politica Antonella Di Nino.

Pratola Peligna è stata abbandonata o, certamente, a Pratola è stata preferita Prezza. Ora la gente a Pratola è terrorizzata e si prepara ad affrontare la notte più lunga. Qualcuno deve dire al Procuratore della Repubblica perché. 

Pavind a San Pietro