Prevenire prima di gassificare

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MANIFESTO ANTI SnamORIENTAMENTI DELL’ASSEMBLEA IN COMUNE

29 LUGLIO 2013 – L’assemblea che si è svolta stamane in Comune ha espresso la “contrarietà al progetto, così come proposto dalla Snam, già espressa attraverso atti deliberativi adottati da numerosi Enti istituzionali delle Regioni interessate dall’attraversamento del gasdotto, tra cui:

la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, i Comuni di l’Aquila e Sulmona, in quanto il tracciato dell’opera e la localizzazione della centrale presentano notevoli criticità sia sotto il profilo della sicurezza e della salute pubblica, sia per l’impatto sull’ambiente e sulle già deboli economie locali”.

I partecipanti all’incontro indetto dal sindaco Ranalli hanno ritenuto che nella procedura non ci si sia attenuti al “principio di precauzione, riconosciuto dal Trattato Istitutivo dell’Unione Europea, al fine di minimizzare i rischi per i cittadini ed i danni per il territorio” e questo perchè ”le scelte progettuali, a fronte di criticità oggettive, relative in particolare alla elevata sismicità dei territori attraversati, non consentono di escludere, con adeguato margine di certezza, rischi per la incolumità e la salute delle popolazioni interessate. Pertanto, il progetto non appare conforme al perseguimento ed alla tutela dell’interesse pubblico, esponendo l’Amministrazione pubblica ad eventuale contenzioso e possibile risarcimento di danni”.

Vari sono i punti sui quali l’assemblea ha richiamato l’attenzione del Governo e della Giunta regionale:

la modifica del tracciato, escludendo la fascia appenninica “al fine di evitare, sia gli elevati costi ambientali che ne deriverebbero, sia l’elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuta al rischio sismico che metterebbe a dura prova la vulnerabilità della condotta”; il parere contrario della Regione “sull’opera per come attualmente progettata, negando l’intesa con lo Stato”; l’apposito tavolo tra tutti i soggetti interessati al fine di “individuare una soluzione alternativa alla dorsale appenninica sia per il metanodotto che per la centrale di compressione”.

L’assemblea ha anche chiesto che il governo nazionale ritiri l’impugnazione della Legge regionale n. 14 del 7/06/2013, relativa alla localizzazione e realizzazione delle centrali di compressione a gas in aree sismiche, ritenendo che sia prerogativa della Regione tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini e, in ogni caso, chiede che la Regione Abruzzo si costituisca in giudizio, presso la Corte Costituzionale, in difesa della Legge stessa.

Nella foto una fase della protesta dello scorso anno lungo la strada per Cansano e nei pressi del cimitero di Sulmona