PUZZE DA PANICO, MA C’E’ IL RISTORO AMBIENTALE…

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IL COGESA RICEVE RIFIUTI DA MEZZA ITALIA E PURE I FANGHI DEL PORTO DI PESCARA MA LARGHEGGIA CON 200000 EURO CON IL COMUNE  – E IL SITO DELLA EX PASTORINO E’ CONSIDERATO PERICOLOSO PROPRIO DALLA REGIONE

18 novembre 2019 – “Ad oggi sappiamo che il Comune di Sulmona percepisce un contributo annuo a titolo di ristoro ambientale dal Cogesa di circa 200 mila euro. Che nel corso degli ultimi anni tale ristoro è stato utilizzato per il finanziamento della bonifica di discariche abusive e del centro di raccolta, in più una quota è confluita (senza destinazione di spesa) nell’avanzo di amministrazione”. E’ quanto afferma la consigliera comunale Roberta Salvati, che annuncia che del Cogesa e della spinosissima vertenza aperta dagli abitanti della frazione Marane per i pestilenziali odori emessi dall’impianto di Noce Mattei si occuperà il prossimo Consiglio comunale

Per chi non ne fosse a conoscenza – spiega poi Roberta Salvati – l’avanzo di amministrazione è il posto dove confluiscono, materialmente, a fine anno, tutte le somme non impegnate durante l’anno precedente, somme che non potranno essere riutilizzate con lo stessa destinazione l’anno successivo, anzi che molto probabilmente verranno utilizzate per altro che nulla ha a che fare con il ristoro ambientale. Come opposizione chiediamo che venga impegnata l’intera somma del ristoro ambientale per: uno studio-analisi del territorio circostante, dell’acqua, aria e suolo; il miglioramento stradale (rifacimento asfalto, marciapiedi, opere utili alla comunità) nella zone fino a 5 km dalla discarica di Noce Mattei;

di procedere a una verifica delle risorse ricevute circa il ristoro ambientale delle annualità 2013/2019, e quale sia stata la loro destinazione di spesa; di riferire in merito alla bonifica della zona Pastorino nel comune di Sulmona, dichiarato dalla Regione Abruzzo “Sito pericoloso” con delibera 764 del 22/11/2016.

Tutto questo con l’impegno della giunta e della maggioranza di venire a riferire in Consiglio Comunale per monitorare e condividere il percorso da intraprendere.

In conclusione siamo decisi ad ottenere delle risposte e a combattere l’inerzia che blocca qualsivoglia buona azione rivolta alla nostra comunità”.

Il ristoro ambientale è l’aspetto che meno abbiamo trattato durante l’evoluzione della drammatica vertenza degli abitanti delle Marane. Da come sono andate le cose in questo anno 2019, i 200.000,00 euro sono una somma irrisoria. E comunque è una buona partenza per confermare che il COGESA non è quell’impianto di eau Chanel n. 5 che Vincenzo Margiotta, l’amministratore unico nel suo genere, pretende di affermare con il supporto del periodico patinato diretto da Federica Pantano. E neppure abbiamo trattato con sufficiente approfondimento la delibera del 2016 che opportunamente la consigliera Salvati mette in risalto nella sua nota.

La Regione Abruzzo tre anni fa ha dichiarato pericoloso il sito della ex Pastorino e allo stesso tempo, con la facondia di contraddizioni non più replicata di Luciano D’Alfonso, supportato nella sua giunta da Andrea Gerosolimo assessore alle aree interne e internamente proveniente dalla Valle Peligna e agli ordini del quale risponde il sullodato Vincenzo Margiotta, vi ha indirizzato migliaia di tonnellate di rifiuti di Roma e i fanghi velenosi estratti dal porto di Pescara, già addirittura una volta sequestrati perché il solo avvicinarsi procurava danni alla salute.

Quindi, in sostanza, dichiarare pericoloso (non “insalubre”, né “da bonificare”, né “paludoso”: pericoloso) un sito all’ingresso di due parchi nazionali e a un paio di chilometri dal campanile dell’Annunziata e, dall’altra parte, continuare a mandarci i rifiuti indifferenziati di Roma e quelli del porto di Pescara, ha voluto significare, in sostanza, che sulla Valle Peligna non doveva restare anima viva, o, per riprendere le modalità dei Romani, gettarvi il sale perché non fosse più vissuta.

Questo, secondo D’Alfonso e Gerosolimo è stata una cosa normale. E la sindaca Anna Maria Casini, quando parla di ambiente nella Valle Peligna, pretende che in sede governativa si rimedi allo scempio della centrale di spinta della Snam; non dice nulla dello scempio del suo manovratore Andrea Gerosolimo. Anzi, se fosse stato per lei, del Cogesa e dei miasmi non si sarebbe neppure parlato in Consiglio Comunale. C’è da aspettarsi, quando se ne parlerà, un’altra scena isterica con abbandono dell’aula, del genere di quella di quando si seppe che un affiliato alla ‘ndrangheta, non pentito, sedeva al tavolo delle trattative con il Comune per una cooperativa. Sarà il caso che cambi registro, la sindaca, per quando si parlerà dei miasmi prodotti dal Cogesa, perchè l’abbandono dell’aula con grida e scenate comincia ad essere una solfa e la gente non abbocca più, soprattutto se è costretta a scendere in strada perchè non può più respirare.

Nella foto del titolo quello che potrebbe diventare la Valle Peligna dopo la gestione Gerosolimo. L’idea è ripresa dal mito di Cadmo di Ovidio, mentre colpisce il serpente-drago. Altro che parchi nazionali: parchi giurassici…

 

 

 

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