Qualcuno condivide che un’autostrada non deve passare sul cratere

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Autostrada da Bugnara

UN CAMPANELLO DI ALLARME PER LA VARIANTE ALLA A25 VOLUTA DA D’ALFONSO

13 LUGLIO 2016 – Il destino della A/25 e in particolare del tracciato che riguarda il centro-Abruzzo forse non sarà deciso dai rappresentanti politici della comunità:

a orientare le scelte potrebbero essere i tecnici, purchè siano e rimangano indipendenti. I sindaci, si sa, rispondono purtroppo anche a logiche tendenti ad una immediata utilità, alla cura del particolare. Il tracciato di una autostrada non dovrebbe rispondere a queste dinamiche interne ai gruppi di potere e agli apparentamenti partitici o addirittura personalistici. E un tecnico che ha preso chiara posizione contro la variante da Bussi a Collarmele (che attraverserebbe proprio la Valle dell’Aterno, sia pure in galleria, ma pur sempre in quello che è stato disegnato come il “cratere” dell’ultimo terremoto) è Francesco Galadini, geologo, che parla proprio di rischio sismico, cioè di quella componente della quale scrivevamo un mese fa: “E’ davvero strano che finora nessuno abbia mai parlato di questo aspetto. Progetti del genere in zone sismiche richiedono più attenzione” commenta Galadini.

Anche un altro aspetto finora è stato ignorato del tutto: l’economia di tempi nel collegamento tra Roma e Pescara è davvero insignificante (sì e no 10-15 minuti, a seconda del mezzo che si usa), quando anche adesso (pur dopo l’apertura delle “complanari” tra la barriera di Roma e il Tiburtino) i ritardi per gli incolonnamenti superano di almeno il doppio l’accorciamento del percorso. E’ evidente, allora, che il progetto cui D’Alfonso tiene tanto non è volto ad assecondare le esigenze degli utenti. E questo dovrebbe bastare per una chiara pronuncia negativa, a tutti i livelli: tecnico come politico. Ma si continua a dire che “la politica è l’arte del possibile” e si interpreta questo equivoco come una grande opportunità sociale.

Nella foto un viadotto della A25 nei pressi di Bugnara