Terremoto: per D’Alfonso il tallone d’Achille in Abruzzo sta tutto nel viadotto di Popoli

306

Operaio al viadotto di Roccapia

MA L’AUTOSTRADA VICINO ALL’EPICENTRO ( E ALL’AQUILA) HA RETTO CHE E’ UNA MERAVIGLIA

24 AGOSTO 2016 – Già dalle prime ore dopo il terremoto della notte scorsa, il “governatore” dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso,

ha rassicurato gli Italiani che nella regione i danni sono apparsi limitati: corrente elettrica fornita regolarmente (con la sola eccezione di Montereale), Campotosto sotto controllo; insomma un respiro di sollievo. Strano, però: D’Alfonso non è neanche capo del Dipartimento della Protezione Civile e già fa bilanci. Sì, avrà dei compiti cospicui quale “governatore”, ma questo suo prendere la parola mentre nel buio della notte terremotata neanche Curcio riesce a vedere uno spiraglio, ci pone seri interrogativi, più profondi delle cose che il D’Alfonso dice. Dove vorrà arrivare “big Luciano”?

Non vuole arrivare molto lontano.

Infatti, non si fa in tempo a riprendersi che bisogna leggere che “un giunto del viadotto” della A25, vicino Popoli si è “disallineato”. Lo dice subito D’Alfonso. Dovesse perdere lo scoop…

E’ crollata una parete del Gran Sasso, la terra seguita a tremare e D’Alfonso dove te lo trova il giunto disallineato? Nel tratto di autostrada che deve essere sostituito dalla bretella fortemente voluta da Toto o dalla “Strada dei Parchi” (non sappiamo dove arriva il Toto e dove cominciano i Parchi).

Se il viadotto sta in territorio di Popoli, sarà quello che riportò danni nel sisma del 2009 e, quindi, D’Alfonso potrebbe informarsi presso il Toto o presso i.. Parchi per verificare se la manutenzione sia stata eseguita come si deve. Probabilmente no, perché la scossa di questa notte non ha fatto danni in tutto l’Abruzzo e i viadotti vicino a L’Aquila, quelli ad un soffio dall’epicentro, stanno a posto… Quindi il viadotto era sgangherato di suo perché non sottoposto a manutenzione.

Visto che ci sta, se riesce a parlare facilmente con la terra di mezzo (dove finisce il Toto e cominciano i Parchi) dica all’uno e agli altri, compreso quel Ramadori, l’economista esperto mondiale di “inflazione programmatica”, che ci sono altri viadotti da sottoporre a manutenzione come si deve: sono quelli da San Cosimo a Cocullo. Stanno per diventare “Cassandra crossing”, si vede a colpo d’occhio il ferro del cemento armato, qualcuno dei più superstiziosi ci passa solo con il gesto delle corna ingranato.

Che si aspetta per aggiustarli? Perché D’Alfonso, invece di straparlare con i suoi canali (quelli facebook, che sono visitati da dieci persone al giorno; non sappiamo se qualcosa di più riesce a totalizzare con il twitter) e con il canale della televisione di Stato (che lo intervista in ginocchio), non fa sentire il suo doveroso monito al Totoparchi perché metta in sicurezza tutti i viadotti? Oppure non vuole proprio che si aggiustino? E perché non vuole che si aggiustino? Ha qualche alternativa da offrire per il percorso? Una alternativa che eviti il viadotto sbullonato?