SOSTA SUI FILI PER UNA ELEGANTE E SOLITARIA RONDINE AFRICANA
6 LUGLIO 2015 – Prende il fresco delle vie del centro una rondine (sarà una rondine? Agli ornitologi l’ardua sentenza) di rara eleganza e di sublime canto (questo porterebbe ad escludere che sia una rondine) che trova il palcoscenico su un filo della luce in Via Carrese, vicina, ma abbastanza lontana dalle voci di amministratori e giannizzeri vari. Corpo sottile, coda lunghissima, petto e ali bianche nelle parti inferiori, caratteristica coloratura marrone in prossimità del piccolo becco. Ad un certo punto si accorge di essere ripresa (foto al centro) e pare subito dopo si metta meglio in posa allargando le ali. Quando se ne va lascia il ricordo delle parole di “Verso il sole” di Eugenio Bennato, comprese quelle intersezioni di lingue straniere, così vicine alla grande Capitale del Mediterraneo:
“E io vulesse addeventare quella rondine che vola e che resta sempre in alto pure quando si riposa sopra il tetto di una casa su una torre o un campanile o su un filo della luce sempre pronta a ripartire. E quando parte vola vola notte e giorno Africa Europa, Europa Africa e ritorno e io che la guardo col mio sguardo occidentale io che mi sento così libero di pensare non avrò mai tutta la libertà di quella rondine che libera se ne va. Ae ae nimwambie nani Sirisangu wuehe nimwambie nani. Quella rondine che vola con la forza delle sue ali per raggiungere da sola i parenti più lontani è una musica che parte nella stessa direzione verso nord o verso sud verso il polo o verso il sole. E io vulesse addeventare quella rondine che va leggera al di là del temporale al di là della frontiera e quando è stanca di volare resta in alto per capire da che parte tira il vento e quando è tempo di partire. E quando parte vola vola notte e giorno Africa Europa, Europa Africa e ritorno e io che rimango nel mio regno occidentale io che mi sento così libero di pensare non avrò mai tutta la libertà di quella rondine che libera se ne va. Ae ae nimwambie nani Sirisangu wuehe nimwambie nani Sina baba wuala sina mama Sirisangu wuehe nimwambie nani. Quando vola sui deserti e sulle città di mare quando sfreccia sopra i porti sulle piste delle carovane la mia anima riparte nella stessa direzione verso nord o verso sud verso il polo o verso il sole”.
(Eugenio Bennato, Sponda Sud, 2007)








