S. Panfilo sul basamento di Apollo?

398

15 NOVEMBRE 2011 – Sulla esistenza di luoghi sacri dedicati ad Apollo e a Giove nei siti ove adesso sorgono la cattedrale di San Panfilo e la chiesa della Tomba si possono fare solo delle ipotesi, riprese dalla segnaletica turistica. Certamente, il percorso della trasformazione di templi pagani in chiese cristiane consente di individuare linee molto caratteristiche che si sono ripetute in vari secoli e che consentono di leggere una sovrapposizione quasi sempre uguale.

Del resto, distruggere tutte le imponenti strutture del paganesimo avrebbe presentato anche costi sproporzionati per una società che non era più imperiale e che non aveva le risorse provenienti da tutto il mondo conosciuto.

 

Una suggestiva esplorazione del passaggio dai templi pagani alle chiese cristiane è sta compiuta al Rotary di Sulmona questa sera dalla prof.ssa Annalisa De Santis, laureata preso l’Università di Chieti con una tesi in Archeologia tardo-antica. Insegnante di materie letterarie e latino presso il liceo scientifico “Fermi” di Sulmona, ha partecipato a campagne di scavo dell’Università “D’Annunzio”. L’analisi che ha compiuto con il supporto di molte immagini provenienti da tutta l’area del Mediterraneo ha attraversato anche la tematica, molto viva nei primi secoli del Cristianesimo, sulla destinazione di grandiosi edifici di culto, talvolta rimasti inutilizzati per lunghissimo tempo, talvolta abbattuti dalla base, talvolta convertiti solo con l’aspersione di acqua benedetta per scacciarne i dèmoni. Forse il più cospicuo degli esempi di perdita incommensurabile sotto il profilo monumentale è stato il tempio fatto erigere dall’imperatore Adriano sul luogo della deposizione di Cristo, ovviamente dedicato ad una divinità romana, nella fase di maggior splendore dell’arte imperiale.