Di Benedetto presidente del tribunale

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di_benedetto15 NOVEMBRE 2011 – Il dott. Giorgio Di Benedetto, 57 anni, è da oggi il Presidente del Tribunale di Sulmona (nella foto è ripreso, a destra, vicino al dott. Antonio Gagliardi, presidente fino all’ottobre 2010). Si è insediato davanti al Collegio, presieduto dalla dott.ssa Gabriella Tascone e composto dai giudici dott. Massimo Marasca e dott.ssa Paola Petti, alla presenza del Procuratore della Repubblica, dott. Federico De Siervo e delle Sostitute procuratrici, Dott.ssa Aura Scarsella e Dott.ssa Maria Teresa Leacche.

 

Ritorno a Sulmona

 Nato a Sulmona, il dott. Di Benedetto si è diplomato al Liceo Classico “Ovidio” e si è laureato alla “Sapienza” a Roma. Entrato in magistratura, è stato, tra l’altro, pretore a Torino,  giudice istruttore ad Avezzano, giudice delle esecuzioni immobiliari e, poi, di una sezione civile, al Tribunale di Roma, consigliere presso la Corte d’Appello dell’Aquila, prima nella sezione penale e poi in quella civile. Il nuovo presidente del Tribunale, che ha la qualifica corrispondente a quella di magistrato di Corte di Cassazione, ha ricevuto il saluto del Procuratore della Repubblica e del Presidente dell’Ordine degli avvocati, avv. Gabriele Tedeschi. Nel suo messaggio, rivolto anche alla presenza del personale di cancelleria, di alcuni magistrati in pensione, di moltissimi avvocati del foro, Di Benedetto ha parlato a lungo del futuro del Tribunale di Sulmona ed ha indirizzato a tutti un caldo invito ad agire con il massimo delle energie per consentire che l’apparato giudiziario possa raggiungere uno dei principali scopi di adesso: il risparmio dei tempi, primo, categorico imperativo per dare una risposta anche dall’alto contenuto civico nei confronti della realtà in cui si agisce per amministrare giustizia. “Il mio è un ritorno a Sulmona” ha esordito Di Benedetto, che nel rapporto con la propria città avverte tutto il conseguente obbligo di spendersi senza parsimonia per migliorare le condizioni del territorio e di chi vive nel contesto del centro-Abruzzo.

Impegno serio ma non seriale

Il nuovo Presidente del Tribunale ha anche voluto prendere una posizione critica riguardo alla spinta, diffusa e forse acriticamente sostenuta, di improntare l’amministrazione della giustizia su basi specialistiche: ed ha citato numeri e statistiche dai quali si evince di certo che non si raggiungano risultati migliori se si istituiscono ambiti di produzione particolareggiata delle decisioni, oppure corsie preferenziali per la trattazione di cause da ricondurre a specifici “filoni”.

Ha preso anche le distanze dalla impostazione secondo la quale la amministrazione di un ufficio pubblico, ed in particolare di un ufficio giudiziario, debba essere articolata su strutture grandi o anche su imitazione degli apparati degli uffici grandi. Il suo impegno sarà rivolto a garantire il funzionamento di un piccolo ufficio che possa basarsi su elasticità e prontezza di risposte.