Se il Comitato è sconfessato

253

LEVATA DI SCUDI NEL PDL, SECESSIONE IN VISTA.

17 APRILE 2013 – La base del Pdl di Sulmona non ci sta a farsi sopraffare dalle decisioni dall’alto per la formazione della lista: se domani

il Comitato appositamente designato per formare l’elenco dei candidati non riceverà l’assenso per usare il simbolo, saranno formate almeno altre tre liste, fra loro collegate, per la candidatura di tutti quelli che il Comitato (che ha ricevuto la designazione del Pdl provinciale) ha individuato in questi giorni. La rottura si è verificata mentre si stava discutendo sulla opportunità di scegliere il capolista (nella nota impasse tra La Civita e Di Ianni) e la sen. Pelino ha detto esplicitamente che dal Comitato sarebbe potuta venire qualsiasi indicazione, ma a scegliere sarebbero stati comunque livelli più alti del Popolo delle Libertà. A quel punto il sindaco uscente, Fabio Federico, ha abbandonato la riunione: “Ho una dignità da difendere e non posso farmi imporre le scelte dall’alto” ha osservato.

Il diktat della parlamentare ha generato profonda irritazione anche tra gli stessi probabili candidati, che avevano visto di buon grado la puntualizzazione del responsabile provinciale Alfonso Magliocco. Questi in un comunicato ufficiale aveva definito la candidatura di Luigi La Civita (sostenuta in pratica solo dalla sen. Paola Pelino, a sua volta longa manus di Franco Iezzi) “minoritaria e non aggregante”, sebbene “altrettanto prestigiosa” rispetto a quella di Di Ianni. Sostanzialmente, suonerebbe anche come sconfessione dello stesso Magliocco  un capriccio dei “livelli più alti” del Pdl, quelli che in genere non si confrontano con le urne o che sono stati sonoramente sconfitti nelle sporadiche candidature al Comune (dove Franco Iezzi ottenne la metà delle preferenze di uno sconosciuto Di Piero aggregato a Franco La Civita e la stessa Pelino fece un tonfo alcuni anni fa, a testimonianza che dove esistono le preferenze è meglio che non si presenti).

Federico forse non avrà neppure letto la lettera aperta a lui indirizzata su questo giornale, ma ha fatto l’unica scelta possibile. Speriamo adesso che non gli diano il simbolo impresentabile del Pdl e possa presentare tre liste come si deve.