Se le centrali del gas non vanno in Emilia per il sisma, figuriamoci sull’Appennino

268

I COMITATI PER L’AMBIENTE RIPRENDONO IL GRIDO DI ALLARME DEL SINDACO DI SAN FELICE AL PANARO

26 MAGGIO 2012 – Il paradosso di costruire impianti di gas colossali in zone sismiche è rimbalzato dall’Emilia a Sulmona (si veda “Dal terremoto il dietro-front del governo sul gas” nella sezione “Natura” di questo sito) e il grido di allarme che il sindaco di San Felice al Panaro, lanciato in una

trasmissione radiofonica nazionale nella notte tra martedì e mercoledì scorsi) è stato ripreso dai Comitati cittadini per l’ambiente, impegnati in queste ultime settimane a far rispettare dal governo il voto del Consiglio regionale e quello del consiglio comunale di Sulmona.

“All’indomani del sisma dell’Emilia-Romagna – sottolineano i Comitati – il Ministro Clini ha dichiarato che vanno riconsiderati taluni progetti in questa parte dell’Italia, che   finora non si pensava potesse essere oggetto di terremoti di così forte intensità. Tra questi progetti c’é quello del deposito di stoccaggio gas, con annessa centrale di compressione,  previsto a Rivara, Comune di San Felice sul Panaro (Modena), uno dei più colpiti dal sisma e a pochi km. dall’epicentro . Contro questo progetto sono schierati da tempo i Sindaci della zona e la Regione che ora, come ha affermato il Sindaco di San Felice, auspicano che venga messa “una pietra tombale sul Rivara Storage della Erg”. Spontanea, infatti , la domanda : “che cosa sarebbe sarebbe successo se ci fosse stato il deposito attivo”?

Proprio in relazione al progetto di stoccaggio gas di Rivara il Ministro dell’Ambiente, Clini, ospite della trasmissione “L’Aria che Tira” su la 7 ha dichiarato : ” è evidente che l’evento sismico mette in campo un elemento che va valutato con grande attenzione. E’ un progetto che va riconsiderato e su questo ho già dato indicazione ieri alla commissione VIA di avviare una fase ulteriore di accertamento”.