SE L’ORSO E’ DOMESTICO COME UN GATTONE INFIOCCHETTATO

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PAROLE DI BUON SENSO DI CARRARA: L’AMBIENTE DEGLI ANIMALI SELVATICI VA PRESERVATO

2 AGOSTO 2017 – L’ingresso di un orso, di notte, a casa di persone disarmate e incredule è, in ordine di grandezza, l’episodio più consistente degli ultimi decenni.

E’ successo la settimana scorsa a Villa Vallelonga. Ma questa volta vogliamo spezzare una lancia a favore di quello che ha detto il presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Antonio Carrara, invece di rifarsi alle solite alchimie della convivenza tra orso e uomini, ha detto cosa assai semplice e di buon senso: l’orso non va a cercarsi ambiti difficili per saziare il suo appetito. Se si abitua a trovare cibo nei pressi di abitazioni, ci torna, come del resto fanno i lupi nelle discariche dei paesi. Ma l’orso è, rispetto ai lupi, molto pigro, cosicchè, se prende di mira un pollaio, il primo giorno si sazia e il secondo giorno torna per ripulirlo del tutto.

Allora l’essenziale è non privare il suo ambiente delle cose che esso mangia e continuerebbe a mangiare senza troppo spostarsi e senza avvicinarsi agli uomini, proprio perché è di natura… orso. Il fenomeno degli orsi “confidenti” è la più grande sciagura che abbia riguardato animali selvatici per antonomasia: eppure è visto di buon occhio perché si presta ad opportunità turistiche. Quando un orso si avvicinò ripetutamente a Vallelarga per procurarsi il cibo finì male perché fu ucciso addirittura a fucilate, senza nessun tentativo di dissuaderlo con strumenti che sono assai più innocui e non devastano l’ambiente naturale.

Ora speriamo che Carrara faccia seguire i fatti alle parole e, nella sua visita annunciata al Ministero, si prodighi affinchè l’ambiente di casa dell’orso sia arricchito di selvaggina e non impoverito come sta avvenendo da secoli; sia arricchito di alberi da frutta e non devastato per le solite esigenze turistiche ed edilizie in genere oppure per le discussioni quasi millenarie sugli usi civici. Carrara ha dalla sua il prestigio del Parco Nazionale d’Abruzzo; non può ridurre gli orsi a gattoni infiocchettati.

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