L’OMBRA DI OVIDIO INTIMIDISCE I LADRI

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30 OTTOBRE 2021 – Ancora presi dalle accalorate conversazioni politiche nella piazza che una volta era il salotto del gioioso incontrarsi e guardarsi negli occhi e oggi viene cercata dai Sulmonesi che tornano “per i morti” con delusione profonda e desiderio di rinnovare riti che si spegnevano senza che se ne accorgessero, avevamo lasciato la bicicletta in piena Piazza XX Settembre verso le ore 20 e fino alle 12 del giorno successivo non ne avevamo avuto bisogno. Quando la necessità si è svegliata, il senso di vuoto l’ha accompagnata. E cerca di qua e cerca di là e cerca di giù e cerca di su, come recitava Gigi Proietti nelle avventure di Toto ai bagni turchi, la bicicletta non si trovava sotto al portone, né per la via, né davanti alle Poste, dove un’avventura analoga era capitata circa dieci anni fa. Gli effetti della “Memoserina” presa a vagonate in età adolescenziale hanno agito verso le 13, con un ritardo di decenni come quelli del bromuro sugli appetiti di un attempato frequentatore del Bar “Di Marzio” e, sicuri di non trovarla, siamo tuttavia andati per piangerla in Piazza Ovidio (come si dovrebbe chiamare e viene correntemente chiamata).

Invece, era lì e il cortese Fabrizio, dalla edicola che fu di Gabrio ormai vicino ai 100, ci ha detto di averla notata dalle 7,30, tanto che alle 11 pensava che fosse di qualcuno che se ne era liberato dopo averla rubata. Grandi due ruote che, con tre cambi davanti e sei dietro, pur se city bike, ha consentito a chi da giovane non aspirava ad arrivare neanche a Pettorano, di arrivare tre volte a Roccaraso. Sarà pure che stava nell’angolo di visuale del severo sguardo di Ovidio, fatto sta che senza catena o chiusura alcuna è stata preservata.

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