SE VOLA VIA ANCHE LA MADONNA

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5 APRILE 2015 – Tutti i varchi del centro storico, tanto quelli provvisti di telecamere che quelli privi, sono stati serrati da transenne in modo da impedire l’accesso come non era mai accaduto.

Temevano che scappasse la Madonna.

Perché, non aveva più di un motivo per fuggire da questa città che neanche il punto-nascite sa conservare? Una Pasqua o l’altra la vedremo sollevarsi proprio dalle braccia dei forzuti confratelli della Tomba per non fermarsi più a pochi metri dalla statua del figlio, imbucarsi sotto uno degli archi dell’acquedotto e poi volare insieme ai colombi e ai palloncini colorati che la precedono e che, guarda caso, da un pezzo non si fermano in quella piazza. Già adesso sembra che si sollevi sulla folla, con i capelli che sfidano il vento come se stesse  su un bimotore: ci mette poco a superare il confine e a ritrovare le energie di una natura non terrena per andare in mezzo alla gente che spera e combatte per costruirsi un mondo migliore senza rimanere attaccata alle promesse politiche e al voto di scambio.

E poi, è mai possibile che, per i contrasti di questa città dolente, la Madonna sia rimasta senza il conforto di un canto del Miserere nella serata più tragica dell’anno e della sua vita reale? Perché dovrebbe restare qui, nel cupo silenzio?

E una volta che il Papa torna, dopo ottocento anni, a celebrare messa in quella piazza per annunciare, a chi intende, che se ne vuole andare dal soglio come fece l’unico papa che celebrò messa a Sulmona, deve pure accoglierlo con le sedie vuote, sempre per questa questione dei “passi” ai varchi, che tengono lontana la gente comune per lasciare posto ai titolati?

Altro che il tribunale: se continua così, Sulmona si perde pure la Madonna.

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