SE VUOLE, IL COMUNE PUO’ IMPEDIRE IL DISASTRO AMBIENTALE

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PRIMA RIUNIONE, SOLO INTERLOCUTORIA, DELLA COMMISSIONE AMBIENTE SULL’IMPIANTO A GAS DEL NUCLEO INDUSTRIALELA STORIA DELLA REPUBBLICHETTA DELLE BANANE

11 MARZO 2022 – La riunione della Commissione ambiente al Comune ieri è stata interlocutoria, come era prevedibile. Le linee per impedire che dalla fine dell’anno si attivi la centrale di produzione di energia dal gas al Nucleo industriale non sono ancora chiare. C’è solo la protesta, in particolare quella dei Comitati per l’Ambiente; non fosse stato per loro, nessuno avrebbe saputo della costruzione della centrale. Ma i Comitati non hanno le leve per giungere al risultato. Ha preferito non commentare il consigliere comunale e provinciale Maurizio Proietti, che fa parte del gruppo di medici autori di uno studio sugli effetti del nuovo impianto.

Non tutto è perduto se c’è la volontà politica di impedire questo scempio ambientale. L’esperienza del Nucleo industriale di Sulmona ha insegnato che quel consorzio ha fallito completamente i suoi obiettivi. L’Adriatica Componenti Elettronici è venuta a Sulmona, portando fino a mille dipendenti, ben prima che Provincia, Comune e Camera di Commercio costruissero questo baraccone; la FIAT è venuta a prescindere dagli incentivi di questo ente che in seguito, nella sostanza, lucrava sulla differenza tra gli indennizzi da esproprio e i soldi versati dalle industrie a loro volta agevolate dallo Stato. Per giunta, vari insediamenti nell’area del Nucleo sono stati decisi in deroga alle normative urbanistiche, tanto che al Nucleo vigeva un “piano” diverso da quello del Comune. E i commercianti nel 1986 si ritrovarono un Ipersidis, seguito da altri fenomeni del genere che hanno strozzato il commercio della città e sottratto altro territorio pagato con indennizzi da fame agli agricoltori. Insomma , una repubblichetta delle banane che oggi ha generato un impianto assolutamente superfluo per il reale sviluppo artigianale e industriale. Produrrà energia secondo una variante impazzita del tutto slegata dalle esigenze dei siti industriali e artigianali. E saturerà l’aria, come hanno detto i medici: produrrà ricadute su diabete, malattie respiratorie, ictus ed altri episodi vascolari.

Ma si può tornare indietro se c’è la volontà politica di andare di diverso avviso rispetto a quello che colpevolmente ha lasciato fare la giunta guidata da Annamaria Casini, longa manus di un’altra variante impazzita, questa di carattere politica, come l’aggregazione di “civismo” intorno all’ex assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo. Certo questa inversione costerà molto, anche economicamente. Tuttavia, se le condizioni di vivibilità di tutta la Valle Peligna sono al primo posto, non possono esserci costi insuperabili; e poi è tutto da vedere se dovranno ricadere sulla collettività oppure se potranno essere addebitati a quanti dovevano svolgere il loro compito di amministratore e lo hanno svolto al contrario. La commissione deve riunirsi ogni settimana fino alla fine dell’anno in corso, cioè fino a quando la centrale non entrerà in funzione; e dovrà compiere il suo ultimo atto in concomitanza con la revoca di ogni autorizzazione data male o addirittura formatasi per il silenzio di questi campioni dell’amministrazione come Annamaria Casini.

Poi ci saranno i risvolti politici da chiarire:e ogni partito dovrà dire come e perchè siamo giunti fuori tempo massimo per una procedura amministrativa che doveva essere bloccata sul nascere.

Intanto la Commissione Ambiente può svolgere il suo lavoro e non limitarsi a vagliare i suoi poteri oppure a tenere riunioni interlocutorie.

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