A PROPOSITO DI FINANZIAMENTI A PARTITI E GIORNALI
3 MARZO 2013 – A proposito di conflitto di interessi e, quindi, della inopportunità che il diretto interessato si esprima su questioni che riguardano la propria impresa o la propria professione quando si debba deliberare su una legge o su un qualsiasi atto di una pubblica amministrazione, abbiamo subito un vero e proprio bombardamento in quasi venti anni, tutto finalizzato a colpire il principale interessato in conflitto, cioè Silvio Berlusconi.
Ma è certamente indecorosa la reazione dei partiti e delle testate giornalistiche alla proposta del Movimento Cinque Stelle di rinunciare ai finanziamenti o addirittura di restituire gli importi che vengono elargiti. Si sentono punti nel vivo e proclamano principi costituzionali, quando nessuno sta abrogando una legge (per il momento, almeno) e sarebbe un bel gesto rinunciare spontaneamente ai milioni di euro che vengono corrisposti. Si otterrebbe un risultato forse superiore alla stessa raschiatura di imprese e professioni con i metodi di Equitalia.
E, per quanto riguarda i finanziamenti alla stampa, sarebbe sufficiente, per togliersi d’impaccio quando si parla di leggi in materia, non ricorrere ai giochetti di costituire soggetti giuridici adatti a ricevere finanziamenti che non spetterebbero a società di fatto commerciali, che ricevono pubblicità e aggiungono la pubblicità ai contributi. E in Abruzzo e nella Valle Peligna ce ne sono diverse.






