SI AGGIRA PER ROMA UN ARTISTA CHE INTERROMPE LE METAMORFOSI (E LA STORIA)

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GRAPHIC NOVEL A MARGINE DELLA MOSTRA SU OVIDIO ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

2 DICEMBRE 2018 – Mentre sta per arrivare nelle sale un film in latino arcaico (“Il primo re”, con sottotitoli nelle lingue moderne, ma atmosfere strettamente legate alla leggenda fondante di Romolo e Remo), la mostra su Ovidio alle Scuderie del Quirinale offre lo spunto per allestire un giallo su un omicida seriale: un artista che, invece di consentire la trasformazione dei personaggi dei miti, li raffigura una volta per sempre.

Nei parchi e nei musei di Roma vengono rinvenute creature ibride, che sono create dallo “Scultore” prima che le loro forme approdino all’aspetto nuovo e rivoluzionario. Un’operazione antistorica, una guerra già persa come quella di Don Chisciotte, perché la natura delle cose è il continuo divenire e che vorrà interrompere questo corso è destinato a soccombere, fosse anche l’Imperatore in persona, fosse anche l’Impero più forte e più lungo della Storia.

“Round Robin editrice” ha così allestito una graphic novel, affidando la prefazione a Mirko Zilahy e annunciandola tra gli eventi che riguardano il Sulmonese a poco più di 2000 anni dalla sua morte: “Metamorphosis. Ovidio, la forma dell’oscurità”. Il modo più moderno, forse, di celebrare il Poeta: la narrazione grafica, adatta a tutti, da tutti facilmente assimilabile e, per di più, espressa con la formula, oggi vincente, del thrilling, che giunge anche a rappresentare la relegazione in Romania come trasformazione: dalla vita goduta a Roma alla negazione delle forme e dei personaggi classici nelle lande desolate della Romania.

E’ quella di Ovidio una tragedia che continua ad affascinare il mondo perché, come afferma lo stesso Zilahy, dal sogno che ogni giorno Ovidio plasmava a Roma e dosava ai suoi lettori, si precipita nell’incubo di Tomi: “e l’incubo è per antonomasia instabile. Metamorfico”. Un incubo doveva essere per Augusto ogni scricchiolio del potere, ogni preannunciata trasformazione, dalle voce di palazzo su congiure ordite a catastrofi militari come la sconfitta di Varo e la paura che assale l’imperatore per uno sconfinamento delle orde germaniche al di qua delle Alpi (al punto da vivere tremando nel palazzo del potere e da lasciarsi crescere la barba in segno di sconforto supremo).

Poi, al di là del racconto thriller, affidato ovviamente all’avventura di un commissario, lo storico annoterà che proprio la trasformazione ha reso immortale la Romanità, al punto che ci si interroga ancora se l’Impero si sia davvero estinto oppure se, dopo quasi tre millenni dalla fondazione di Roma, non si assista a nuove edizioni della struttura di potere e di organizzazione sociale, addirittura con luoghi che vengono replicati, come il Campidoglio negli USA, e nomi che servono ad indicare una struttura fissata definitivamente nell’ordinamento e, questa sì, colta nell’attimo della sua perenne immagine, un autentico modello che non tramonta.

Metamorphosis. Ovidio, le forme dell’oscurità”, Round Robin, 2018, di Luigi Politano ed Emanuele Bisattini, disegni di Mario Schiano. Presentazione il 7 dicembre alle ore 10,30 nella Sala Elettra della Nuvola di Roma per “Più libri più liberi”.

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