TERREMOTI E SCARAMANZIA: VENTUNO SCOSSE IN UNA SETTIMANA
2 LUGLIO 2015 – Una sequenza di 21 scosse nella scorsa settimana, fino a quella 2.5 Richter delle 5,51 di ieri mattina, è la “storia sismica” più recente che interessa da molto vicino Sulmona. Gli epicentri si sono mantenuti nella zona di Roccaraso, Pescocostanzo, per sismi che sono stati percepiti nel capoluogo e che sono stati catalogati dall’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia anche nei comuni di Roccapia e Pettorano sul Gizio. L’aspetto nuovo di questa fase è che riguarda l’ampia area della Majella, dalla quale si sprigionò nel 1706 (3 novembre), il terremoto che rase al suolo la città d’Ovidio, tre anni dopo di quello dell’Aquila.
Un passo avanti rispetto alle scempiaggini di sette anni fa a L’Aquila viene dal fatto che i processi alla Commissione Grandi rischi e alla Protezione civile (con condanne e assoluzioni e archiviazioni) pare abbiamo insegnato qualcosa: agli “scienziati” che non hanno più ripetuto che era meglio bere un buon vino Montepulciano per superare la tensione da stress di cattive notizie telluriche; ai giornalisti che “passano” le notizie solo se corredate dalla frase di chiusura “Gli esperti ritengono che si tratti di uno sciame in via di esaurimento” (come per la Casa dello Studente all’Aquila si esaurirono le lacrime, comprese quelle finte del Prefetto per assecondare necessità mediatiche).
Ora è la Majella a muoversi: è un massiccio alto solo 140 metri in meno del Gran Sasso (2770 invece di 2910) e l’ultima volta che ha portato morte è stato nel 1933. Non sarà il caso di pubblicare una lista di scosse, come il tabellino delle farmacie di turno, per avvisare la popolazione, che poi è libera di fare le corna piuttosto che di trovarsi case sicure? Si risponde che per scaramanzia non bisogna parlare dei rimedi. E perché in farmacia si va a comprare gelati?
Nella foto il Palazzo pretorio in Via Mazara






