Silvio Spaventa L’Aquila

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UN ABRUZZESE DIMENTICATO DAL CAPOLUOGO DEGLI ABRUZZESI (FATALE L’OPZIONE PER LA FERROVIA A SULMONA)

20 LUGLIO 2014 – Dunque è ripartita la battaglia dell’Aquila per isolare dai collegamenti ferroviari Sulmona, come già negli anni Novanta del XIX secolo,

quando si pretendeva di costruire una linea ferrata da Roma ad Ascoli Piceno, che incontrasse quella già progettata da Terni a Carpinone- Napoli (che era poi la dorsale appenninica). Dove l’incrocio? Nel bel mezzo dell’area più desertica della Valle Subequana, a Molina Aterno.

Silvio Spaventa, ministro all’epoca, tracciò sulla cartina il punto dove invece il traffico ferroviario si sarebbe intersecato: a Sulmona, allora città consorella e ancora rivale dell’Aquila, prima che una legge fatta con il consenso… fascista, trasformasse i Comuni confinanti in frazioni e la città dalla stessa popolazione di Sulmona passasse a 40.000 abitanti (c’era molto del Renzismo in questo modo di assecondare le richieste e risolvere i problemi prendendo tutti per il naso).

Orbene, avete mai sentito di un convegno organizzato dalle istituzioni aquilane, all’Aquila, sull’abruzzese Silvio Spaventa? Più che capoluogo d’Abruzzo, L’Aquila ha la mentalità del capoluogo della Valle dell’Aterno. E, quando si tratta di difendere i suoi interessi, è capace di togliere il tricolore dagli uffici pubblici per fare… leggere pressioni sullo Stato, su ordine non del capo della tifoseria rossoblù, ma del sindaco in persona.