SINDACARE IL SINDACO. CHI NE HA DIRITTO?

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AL TEMPO DEI PARTITI CHE NON HANNO DEMOCRAZIA INTERNA E’ LECITO PROPORRE DOMANDE SUL RUOLO DELLE SEGRETERIE NEI CONFRONTI DELLE CARICHE ELETTE DIRETTAMENTE DAL POPOLO 

Ogni tanto qualche domanda di ordine istituzionale occorre proporla. Con la riforma delle elezioni amministrative è il sindaco che designa gli assessori, oppure sono gli assessori (o, peggio ancora, le segreterie dei partiti) a dettare quale debba essere l’assetto di una giunta o soltanto a dire quanto tempo debba durare una giunta ?

Inoltre: se la riforma ha rinforzato la figura del Sindaco in vista di una continuità nella gestione amministrativa e alla luce dei gravissimi esempi di paralisi che si erano succedute, soprattutto nei piccoli centri, per i personalismi e gli interessi di bottega, perché mai debbono avere voce prevalente le segreterie dei partiti (o dei club, o dei poteri forti) che non hanno alcuna forma di democrazia interna. Non dimentichiamo che si registra addirittura una compiaciuta esclusione di congressi o votazioni che possano portare a forme di verifica interna. Si assiste, d’altra parte, alla completa elusione, in queste formazioni, del precetto costituzionale (art.49), secondo il quale tutti possono associarsi in partiti politici per concorrere a determinare, con metodo democratico, la politica nazionale, e si reitera la ottusa ostilità ad ogni forma di democrazia interna dei sindacati, che non per niente non hanno mai consentito di attuare gli articoli 39 e 40 della Costituzione.

Perché un sindaco, eletto direttamente dalla cittadinanza, deve regolare ogni questione amministrativa ed ogni designazione assecondando voleri e direttive di chi non subisce nessuna verifica ? Il sistema democratico è passato, purtroppo, anche attraverso i tempi bui nei quali all’interno dei partiti politici, soprattutto della Democrazia Cristiana, si contavano le tessere anche di persone che non erano più in vita, oppure di persone inconsapevoli di essere iscritte. Ma quegli eccessi non debbono tranquillizzare, a proposito di anomalie comunque gravi come quella che svuota di contenuto una figura istituzionale ormai centrale per lo stesso esercizio dei diritti da parte di chi non è allineato nei partiti o movimenti politici