Sindaco confermato, raffermato, fermato

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PARALISI DA VETI INCROCIATI NELLA BATTAGLIA AD ARMI SPUNTATE

29 GIUGNO 2014 – Dal suo punto di vista il sindaco Giuseppe Ranalli fa bene a sottolineare che la decisione del Consiglio di Stato conferma il suo mandato,

anche se emerso in una consultazione condizionata dalla improvvisa scomparsa del maggiore avversario. Da un punto di vista politico, la perseveranza nel delegittimare Ranalli, da parte del raggruppamento che fa capo ormai a Gerosolimo (guidato da Franco La Civita), è un dato che avrà i suoi sviluppi anche al di là della decisione dei giudici di Palazzo Spada. Infatti, prima delle elezioni, Ranalli aveva chiesto sostanzialmente a Gerosolimo di ritirare il ricorso per dare in cambio la neutralità (invece dell’ostracismo marcato) al candidato spurio della sinistra sulmonese. Quindi si sono contrastate due inutilità: il ricorso al Consiglio di Stato e la neutralità alle elezioni, avendo i giudici amministrativi rigettato quello che era il presupposto per rifare le elezioni ed essendo stato eletto con massiccio consenso il Gerosolimo.

Curiose battaglie queste che si combattono con armi inutili: forse servono più a spaventare che a fare strategie. Ora a Ranalli non si può chiedere di prendere atto che una maggioranza non lo sostiene, come prima non si poteva chiedere di ritirarsi, visto che non aveva più un avversario. Ma l’incognita che pesa sulla città, da un punto di vista operativo, non è stata sciolta dall’aver tutti preso atto che combattevano con armi a salve. Più precisamente: a chi si presenta e viene eletto si può chiedere qualcosa di più del mero progetto di sopravvivere. Una bella proposta sarebbe quella di prendere atto che Gerosolimo ha nuove aspirazioni (alla Regione): si potrebbero rifare elezioni che siano reali (quindi senza il gruppo che faceva capo all’ing. Fulvio Di Benedetto o con lo stesso gruppo, guidato da un altro candidato) e soprattutto che non siano ancora una volta condizionate dalle esigenze dei partiti di usare le consultazioni comunali per garantire ad altri candidati l’elezione nelle “regionali” (v. “Come vogliamo un sindaco”, nella sezione EDITORIALE di questo sito). Vogliamo pure considerare che un anno è passato nell’attesa di sapere se le elezioni erano valide: ma i prossimi quattro anni?