29 DICEMBRE 2013 – Dopo la scossa di magnitudo 4,9 in un’ampia zona tra Campania e Molise, Alberto Michelini dell’”Istituto Nazionale geofisica e vulcanologia” è stato intervistato dalla giornalista Angela Caponnetto di Rai News ed ha descritto l’entità del sisma, le scosse di assestamento e il precedente storico del 1688, addirittura del settimo grado. Tutto con molta precisione. Alla domanda se ci si poteva aspettare una replica o addirittura una scossa più forte, dopo la premessa che non si è in grado di prevedere i terremoti, il tecnico ha detto che niente può escludere che si possa verificare una scossa maggiore.
Non molto diversa la posizione dell’ing. Nunzio Chiarabba, altro tecnico dell’INGV, che al microfono della stessa Caponnetto ha risposto che i terremoti non si prevedono, come non si prevede che le scosse dopo una prima molto avvertita debbano per forza essere di minore intensità. Del resto, se non si può prevedere il terremoto, come si fa a prevedere la quiete?
Era così difficile dirlo nell’aprile del 2009, a L’Aquila il 5 aprile, come a Sulmona il 7 aprile? A Sulmona, nel pomeriggio del 7 aprile la gente era seriamente preoccupata perchè si era sparsa la voce che si sarebbe verificato in giornata un forte terremoto. Ma sembrava che chi potesse dire “Non si possono escludere forti scosse, più forti di quelle avvertite finora” si fosse eclissato; pare che ancora non venisse scritto il verbale della riunione della “Grandi rischi” di una settimana prima a L’Aquila.
Eppure una serie di telefonate raggiunse i cittadini sulmonesi: era l’assessore comunale alla Protezione civile che affermava, in un messaggio registrato, che non erano previste scosse violente e che, se si fosse configurata una previsione del genere, i cittadini sarebbero stati avvertiti. Infatti, dopo qualche minuto arrivò la botta delle ore 20 circa. Tempo ne è passato, ma almeno chi dice che non si possono prevedere i terremoti dice anche che non si possono escludere scosse più forti. E chi vuol scappare, può anche farlo, senza lasciarsi tentare dal brindisi con il Montepulciano. Da quando in qua gli scienziati debbono farsi carico delle conseguenze delle ipotesi scientifiche sull’ordine pubblico?






