Sorpresa: i rifiuti di Roma rimangono in eterno a Sulmona

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Un tir sulla Via delle Marane stamane

CON LA DELIBERA 43 DEL 2 FEBBRAIO LA GIUNTA RINNEGA TEMPI E MODALITA’ DELLA DELIBERA 1 DEL I GENNAIO

3 FEBBRAIO 2018 – Gli accordi tra la Regione Lazio e la Regione Abruzzo per il trattamento dei rifiuti della Capitale in Abruzzo (Aielli, Casoni e Sulmona) non si sono fermati al I gennaio 2018, con la delibera che la Giunta Regionale abruzzese avrebbe assunto per “cortesia istituzionale” al fine di evitare la paralisi della raccolta nella “millenaria città” e per “evidenti ragioni turistiche”. C’è un’altra delibera regionale, la n. 43 del 2 febbraio 2018, che è intitolata letteralmente “Accordo di programma tra la Regione Lazio e la Regione Abruzzo per la gestione dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti nel territorio di Roma Capitale. Precisazioni alla DGR (Delibera di Giunta Regionale; n. di r.) n. 01/18 ed approvazione schema di accordo”.

Sul sito della Regione Abruzzo, se si va a digitare quest’ultima delibera si trova la assai eloquente (in inglese) risposta “error” e la consultazione è impossibile. Sul quotidiano “Il Centro” (ma solo alla pagina di Chieti) si legge dello sconcerto che avrebbe circondato questa seconda delibera che neppure ha fatto capolino nelle cronache delle ultime settimane: infatti prevede non già soltanto il trattamento dei rifiuti, ma il loro smaltimento. Cioè, come titolava appunto “Il Centro” qualche giorno fa nella prima pagina (sempre dell’edizione di Chieti): “Adesso i rifiuti di Roma restano a Chieti”. Nell’articolo si fa riferimento anche all’impianto di “Noce Mattei”, che è appunto quello di Sulmona.

Come volevasi dimostrare, avendo a che fare con Luciano D’Alfonso e con la sua giunta, che è composta anche dall’assessore di elezione peligna Andrea Gerosolimo, intanto i rifiuti entrano in Abruzzo e vanno anche a rimpinguare le casse delle società che gestiscono gli impianti. Poi, se non si sa dove metterli una volta trattati, non vanno né a Forli del Sannio o in capo al mondo, ma si tengono dove sono arrivati, cioè ad ingolfare quegli impianti che vedono accorciarsi i tempi di “vita” per i quali erano stati programmati, al servizio delle esigenze dei territori che li ospitano.

Di questa seconda delibera di giunta, arrivata a un mese di distanza della prima tutta rose e fiori e amore tra regioni gemelle nonché di perdono per i romani che hanno eletto una sindaca grillina, Luciano D’Alfonso non ha detto niente: né alla stampa, né in un comizio (che non ha neanche tenuto in piazza o in un cinema, o in una saletta di bar) in tutta la campagna elettorale che dovrebbe portare “l’Abruzzo al governo”.

Tra gli argomenti di questa delibera 43 del 2 febbraio si ravviserebbe anche la necessità di contemperare le esigenze della tutela del traffico stradale, dato il movimento di autotreni che lo smaltimento comporta: come se queste esigenze fossero state considerate per la parte che riguarda l’afflusso di rifiuti, con le strade secondarie intasate da TIR di decine di tonnellate. Ora è da vedere come e perché i gestori degli impianti, compreso il “Cogesa”, avrebbero dimostrato la loro disponibilità a tenersi i rifiuti e a prorogare addirittura i tempi di conferimento (non più tre mesi); il che è la seconda previsione che possiamo formulare. I rifiuti saranno qui destinati per gli anni a venire.