Ora l’aria cambia. E’ più pulita

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DAI RIFIUTI ALLA CENTRALE SNAM LA RIVOLUZIONE DELLE URNE POTREBBE SEGNARE UN NUOVO FUTURO PER SULMONA

5 MARZO 2018 – Dallo sconvolgimento degli equilibri politici, come è quello scaturito dalle elezioni di ieri, una zona depredata di ogni sua aspettativa di sopravvivenza può solo sperare in una inversione di rotta.

E questo è l’unico dato indiscutibile che emerge dalle urne, al di là delle persone che saranno proclamate elette nei prossimi giorni.

I risultati svuotano di significato persone e coalizioni che finora hanno decretato che a Sulmona e al suo circondario è assegnato il ruolo di cimitero dell’Abruzzo, tra discariche che raccolgono l’immondizia dell’Aquila e di Roma, i fanghi del porto di Pescara,con l’aggiunta del metanodotto con la centrale di spinta e l’eliminazione fisica dei viadotti autostradali con la variante alla autostrada A25. Sono, questi, i punti del programma che persone come Luciano D’Alfonso e Andrea Gerosolimo avevano assegnato a Sulmona; adesso, male che va (cioè se D’Alfonso resta in Regione, visto il fiasco del suo partito), avranno solo sette o otto mesi per realizzare queste nefandezze. Decisamente troppo poco.

E’ facile rispondere che non si conosce quale sarà la spinta che il partito di maggioranza, cioè i Pentastellati, imprimerà alla svolta per una rinascita della Valle Peligna. Ma almeno hanno già detto un “NO” chiaro alla variante della A25 ed un “NO” altrettanto deciso alla centrale SNAM. E, se andrà al Ministero dell’Ambiente il gen. Costa, si può sperare che la questione dei rifiuti, con lo scandalo di una megadiscarica alle porte di due parchi nazionali, potrà subire anch’essa una svolta.

Con la forza che gli elettori hanno dato loro, i 5 Stelle potranno correggere le scempiaggini attuate da almeno un quinquennio, soprattutto se seguiranno la tendenza, già espressa, di affidare la gestione degli enti pubblici a persone pulite, che pagano quando vanno a comprare nelle boutique di Pescara; che non pagano per essere posizionate in collegi sicuri; che pagano le quote di appartenenza al movimento per sostenere le proprie idee e non scaricano tutto sul satrapo pregiudicato che ripiana i bilanci; che non riscuotono mazzette per affidare appalti pubblici. Insomma, abbiamo diritto di sperare, anche soltanto sperare, che si diffonda un’aria più pulita; il resto dipenderà da noi che non abbiamo chiesto di essere eletti e che possiamo stimolare una presenza ed una attenzione più diretta sui problemi della nostra sopravvivenza, con una particolare attenzione a non incontrarci con la componente inquinante che cercherà di posizionarsi all’interno del Movimento 5 Stelle, come accade sempre quando si verifica un successo così travolgente come quello di questa notte.

Innanzitutto, tanto per guardare con più serenità alle cose di domani, andrà preso atto che l’incontro, convocato per iniziativa di Luciano D’Alfonso al Comune di Sulmona, per discutere con Rete Ferroviaria Italiana sarà un incontro tra privati cittadini, come adesso può considerarsi Anna Maria Casini, travolta dal rifiuto che ha coinvolto anche la sua minuscola parte politica, e come si accingono ad essere i rappresentanti di RFI, che stanno traducendo in pratica i propositi di D’Alfonso di sperperare soldi sulla linea Pescara-L’Aquila e speriamo siano subito rimossi da un nuovo governo con predominanza dei 5 Stelle, visti i disastri che vanno realizzando su tutto il territorio italiano, con binari fatti di legno e scambi che si bloccano con 5 centimetri di neve. Ora possono pure parlare tra di loro, con la certezza che tutto quello che diranno sarà solo una chiacchiera da bar.

E poi la stessa cosa si verificherà per l’autostrada (per la quale Nencini, socialista, disse le sue scempiaggini un paio d’anni fa sostenendo il progetto di D’Alfonso di tagliare la Valel Peligna e il suo candidato ha raccolto una percentuale da prefisso telefonico); e poi per i Parchi nazionali, per i quali i 5 Stelle hanno accuratamente glissato sulla manovra dell’ex presidente del Parco Majella di avvicinarli per colorarsi dell’ennesima, nuova casacca nel suo mediocre percorso politico.

Certo assisteremo forse a degli sbagli; ma è delittuoso, mentre l’Abruzzo cambia con forza così torrenziale, dire che tutto, tanto, rimarrà uguale. Dipende anche da noi, dopo aver accompagnato alla porta  personaggi bolliti come D’Alfonso e Gerosolimo, evitare che delle istituzioni si approprino altri figuri.