Scanzi con “Renzusconi” chiama a raccolta gli intellettuali… disorganici

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Andrea Scanzi

NON SOLO POLITICA NELLA CAVALCATA NEI GIORNI NOSTRI E NELLA CAMPAGNA ELETTORALE

I MARZO 2018 – Una galleria di intellettuali… disorganici al potere è quella che ha percorso Andrea Scanzi in un effervescente “Renzusconi” al Teatro Caniglia, nell’ appuntamento abruzzese della tournee. Al di là delle spigolosissime critiche agli atteggiamenti di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi, Scanzi è andato a prendere filmati nei quali Renzi appariva per quello che è, anche quando sbagliava quiz clamorosamente facili prendendosi la derisione caustica di Mike Bongiorno, o si comportava da provincialotto nelle grandi occasioni internazionali.

Ma Scanzi ha dimostrato di fondare la propria avversione ad un potere volgare e incolto trovando argomenti dai solitari intellettuali italiani dei giorni nostri o di qualche giorno fa, come Giorgio Gaber, Leo Longanesi,  Raffaele La Capria. Ha fatto di più: ha chiamato con nome e cognome, mostrandone le gigantografie, gli intellettuali che hanno rumoreggiato molto fino ad un certo punto e poi, nei giorni di Renzi oppure in quelli nei quali si auspica il ritorno di  Silvio Berlusconi, tacciono.

Scanzi ha anche porto il suo omaggio al Teatro “Caniglia” quasi del tutto al completo, dicendosi colpito dalla bellezza del luogo e definendolo sei volte, nel corso della sua “piece”, come un “teatro straordinario”. Ed ha raccontato il suo “senso del luogo”, di quando era ragazzo e seguiva gli spettacoli teatrali per sentirsi meno solo con la frequentazione di autori di grande livello spirituale. Oggi rivivono nei suoi monologhi; e forse saranno soddisfatti di avere, indirettamente, un seguito così vasto.

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