LA NOTTE DEI SERGENTI

462

IMPERATIVE DISPOSIZIONI SUL BAGNASCIUGA DI PESCARA MENTRE DAL PALCO “NEL SOLE” DI ALBANO E”GLORIA” DI UMBERTO TOZZI INTERPRETANO LO SPIRITO POPOLARE ABRUZZESE

21 LUGLIO 2024 – Andavano avanti e indietro nella fetta di spiaggia dello “Stadio del Mare” per impedire che si formasse folla. Erano gli addetti alla sicurezza della grande manifestazione estiva pubblicizzata dalla Regione e dal Comune di Pescara. Con Albano, Umberto Tozzi e altri, avrebbe offerto a migliaia di spettatori la riscoperta di classici della tradizione popolare abruzzese. Infatti, pescaresi, teatini e discendenti dei Marrucini e dei Peligni si sono riconosciuti nel tonante “Nel sole” di Albano ed hanno respirato forte quando Tozzi ha intonato “Gloria”. Come non pensare, in quei frangenti, alla melodia di “Tutte le funtanelle se so’ seccate”? I presentatori hanno fatto del loro meglio, sostituendo al troppo ripetuto “Ti amo” l’idioma sussurrato all’ombra delle paranze: “Te vuogl’ ben”.

Insomma, un figurone anche davanti alle telecamere della Rai, che hanno ripreso l’astro della cultura abruzzese, tale Enrico Melozzi che avrebbe organizzato il tutto e che al microfono ha spiegato l’origine di questa “Notte dei serpenti”. Starebbe nella tradizione di un paesino abruzzese, chiamato Cocullo, dove il I maggio la statua di San Domenico viene ricoperta da “migliaia di serpenti”. I serpenti saranno una trentina e qualcuno sbaglia a contarli perché vai a distinguere le spire di uno da quelle del confinante e dello stesso riproposte più volte. Melozzi è arrivato a qualche migliaio, tanto per proclamare che a Cocullo non c’è mai stato il I maggio oppure il primo giovedì di maggio, secondo l’appuntamento di prima.

Tanti erano a premere sulla recinzione che la security ha tentato l’escamotage di assicurare che si aspettava l’ok della questura, senza specificare per cosa: se, in ipotesi, per arrestare chi aveva scelto quei brani della… tradizione popolare abruzzese. I paciosi pancioni in divisa avevano dalla loro parte la simpatia del popolo deluso da tanti steccati, sicchè qualcuno tra la folla, approfittando della distanza dalla polizia vera e propria, s’è sfogato con loro riguardo all’”Ok della questura”: “Eh solo lu questurin’ po’ fa”, che è poi la trasposizione della più nazionale “Di respirare la stessa aria di un secondino non mi va” di Fabrizio de Andrè. L’inno anarchico del Faber, quindi, avrebbe avuto più titolo di “Nel sole” e “Gloria” ad essere riprodotto dal grande palco, quest’anno orientato verso il mare.

Anche su questa innovazione lo spirito della felice città cresciuta in fretta tra la pineta dannunziana e la pineta di Montesilvano non ha mancato di dare il suo contributo: “C’hanna senti’? Li pesce?”. L’anno scorso il palco era rivolto verso Piazza Salotto (alla toponomastica: Piazza della Rinascita) e, quindi, anche a quelli che non potevano valicare le transenne era permesso di godere di musica e parole. La scelta di quest’anno, invece, ha causato il fenomeno strano di migliaia (queste sì) di persone avviatesi alla battigia, dove non è consentito a nessuno, per quanto investito del voto degli elettori, di mettere transenne. Si può transitare come e quando si vuole, anche di notte, residuo forse dell’epoca felice di imperatori che pensavano anche ai diritti della gente minuta, come per il tratturo; chissà, questo potrebbe spiegarlo Melozzi alla prossima edizione.

E, quindi, non c’era “Security” che tenesse: passavano in tanti dal bagnasciuga, come lo chiamava Lui, che aleggiava su tutta la manifestazione della sedicente Destra, meglio dei droni delle riprese tv. Ma i baldi pancioni avevano ricevuto l’ordine di applicare alla lettera la legge: sulla battigia si può transitare, ma non si può stazionare, “Bisogna che non appena questa gente tenterà di sbarcare, sia congelata su questa linea che i marinai chiamano del bagnasciuga” aveva detto appunto Lui venti giorni prima della disfatta del 25 luglio, ma dall’Eiar, non dalla Rai meloniana. Quindi, come ti fermavi un attimo, anche per levarti la sabbia dalle scarpe, il pancione si fiondava e intimava il moto perpetuo. La spiaggia era diventata una specie di girone della Divina Commedia di Dante (l’antesignano della cultura di Destra, secondo l’anti…signano della cultura, il Ministro della sedicente Destra, Sangiuliano).

E’ stata una applicazione cavillosa, ma la pistola stava dalla loro parte. Per questo, di colpo, tutto si è trasformato nella “Notte dei sergenti”.

Please follow and like us: