Spinosa confermato presidente degli industriali

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21 DICEMBRE 2012 – Fabio Spinosa Pingue è stato confermato alla presidenza degli industriali della provincia dell’Aquila e nella sua relazione ha preso in esame le urgenze principali per l’economia:

“Gli interessi delle aziende devono stare avanti a tutto, in primis la questione contributi dell’Aquila che non può e non deve passare così come ci è stata minacciata, a meno di accettare un secondo 6 aprile. Il fatto aquilano è l’apice di una situazione di incertezza del diritto che ci qualifica come Paese “incivile”: l’imprenditore dovrebbe essere bionico perché non solo deve far quadrare i conti dei bilanci in un’era mai vista nella storia moderna, al confronto l’ottovolante è niente, ma pure quelli del caos normativo che lo stritola: pletora di leggi di cui non si sa quale applicare, ordinanze e circolari che hanno più forza di legge. Siamo entrati in un MONDO NUOVO nel quale il capitalismo esasperato è fallito e ci lascia in eredità:

– un quotidiano da reinventare perché mancheranno financo i servizi essenziali che la P.A. non è più in condizione di garantire. E qui il discorso cambia le carte in tavola e ridisegna uno scacchiere completamente diverso fatto di sinergia e nuovi modelli da reinventare nei quali le imprese e il mondo non profit dovranno farsi carico di un sistema di coesione sociale letteralmente crollato;

– ambiente, trasporti, energia che impongono la rivalutazione e la valorizzazione del Territorio come Prodotto unico, nell’ambito del quale ricade l’attività di tutte le aziende, dall’industria all’agroalimentare ai servizi: il nostro Territorio è il ventre dell’economia che dobbiamo resuscitare in una chiave diversa, di più ampio respiro, non più divisa per i compartimenti stagni dei settori merceologici. Difficile pensare ad una economia che non sia ricchezza per tutti, globalizzazione significa anche questo: se il mio vicino eccelle ne beneficio anch’io, per il principio della ricaduta e poi per quello dell’emulazione. Qualità ed efficienza in un sistema di valorizzazione del patrimonio storico artistico e ambientale è il fattor comune di tutte le imprese dell’Aquilano;

– il bisogno di osare stando tutti insieme, strategia che ha fortemente contraddistinto l’attuale Presidenza: la parola d’ordine è allungare il passo, rompere le regole dalle quali ci siamo lasciati governare e riscriverle di nostro pugno, con una visione più ampia, nella quale si deve poter cedere qualcosa di proprio, che proprio per questo è più piccolo, per avere di più.

 

Se gli imprenditori – che in queste ore si stanno letteralmente giocando le loro aziende soprattutto per responsabilità  delle istituzioni e di alcuni amministratori che vivono su Marte – mi chiedono di essere ancora più duro e determinato sui tavoli istituzionali, sarà fatta la loro volontà: Confindustria sono loro e io li rappresento. E se per di riaffermare la centralità del sistema imprenditoriale bisognerà spaccare qualcuno di quei tavoli, sia all’interno di Confindustria che nelle Istituzioni, allora si, avrò il pugno duro della pietra del Gran Sasso”.

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