SU UN GO-KART POTENZIATO IL NOSTRO CARO ANGELO CARUSO FINISCE NEI CAMPI

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E SICCOME NON RINUNCIA MAI POTREBBE MANDARE L’AVVERSARIA A MONTECITORIO

9 AGOSTO 2017 – Hanno messo un go-kart in mano ad Angelo Caruso, ma non gli hanno passato le istruzioni per l’uso; hanno dotato la macchina di motore potenziato, così che da sindaco di Castel di Sangro è diventato presidente della Provincia dell’Aquila. Ma alla prima curva si è trovato tra i campi, dopo aver travolto balle di fieno e guard rail.

Ha nominato Di Pangrazio ad un incarico che ha fatto inferocire una parte degli alleati. Questi avevano visto in quella persona il nemico che li ha bastonati per tutta la campagna elettorale amministrativa di Avezzano. Gli è che Caruso ha voluto anticipare la tattica del suo nuovo coach, Andrea Gerosolimo, che i nemici ingloba nelle file degli amici, non ravvisando distinzioni ideologiche e culturali, spirituali e men che meno basate su principi. A rimediare, quando già il motore del bolide friggeva nella campagna a ruote votate verso il cielo, è dovuto intervenire il capomastro, che ha dettato l’interpretazione autentica della prima gaffe del presidente: si vedrà, ha detto in sostanza, quello che si dovrà fare di Di Pangrazio politico, per adesso sono stati riconosciuti i suoi diritti di dipendente della Provincia (che è come scoprire l’acqua calda). Nella “discovery” dei talenti assoldati dalle fila nemiche, “il nostro caro Angelo” non è andato per il sottile; e si stava ancora togliendo dalla tuta le spine dei rovi quando si è dovuto confrontare con la prima grana strettamente amministrativa. A Pratola la Provincia deve garantire il rientro degli scolari negli edifici di proprietà provinciale e si è acceso subito un battibecco con la nuova sindaca di Pratola, Antonella Di Nino, sul quale si è inserito l’ex sindaco (ed ex presidente della Provincia) De Crescentiis, che scrive che “Con un tratto di penna Caruso annulla il lavoro che avevamo compiuto, tra mille difficoltà, per garantire ai piccoli alunni della scuola elementare di Valle Madonna la maggiore sicurezza possibile e si assume una pesante responsabilità”. Il neo presidente si prende pure una lezione di quello che avrebbe dovuto fare, cioè “incontrare  l’Amministrazione comunale di Pratola per prospettare le pur legittime esigenze dell’Istituto “ospitante””.Insomma, Battisti dice che il nostro caro Angelo “dorme nei cespugli sotto gli alberi, ma schiavo non sarà mai”. Sulla prima annotazione possiamo concordare, viste le evoluzioni del go-kart potenziato; sulla seconda non tanto, perchè uno che dà un incarico a Di Pangrazio e poi dice “della rinunzia lo ringrazio” certamente non sta allenandosi a fare rime, ma molto più semplicente si genuflette al volere del mentore. Ora questa polemica con la Di Nino rischia di portare il go-kart a sfracellarsi del tutto, perchè sembra proprio un tentativo di condurre il cavallo di Troia dentro la cittadina di Pratola; solo che a spingerlo non è Ulisse, ma Caruso.

Al contrario di Ulisse, parla troppo, perchè a Pratola non può parlare Gerosolimo, che ha subito un terzo posto alle ultime elezioni, cioè una bruciante sconfitta. E Pratola rischia di diventare il terreno di battaglia tra, da un lato, questa messe di nuovi adepti ad un Abruzzo civico che non si sa da quali programmi sia sorretto, e, dall’altro lato, il resto del mondo. Ma si potrebbe rivelare anche il podio perchè all’opera di sventramento del centro-Abruzzo, perseguìta con cinica determinazione dalla giunta regionale presieduta da D’Alfonso e della quale fa parte Gerosolimo, si opponga una azione contraria, che si coaguli intorno alla figura della sindaca di Pratola. Con il bel risultato per i nuovi civici abruzzesi che proprio queste iniziative del nuovo “Abruzzo civico” potrebbero costituire la rampa di lancio per una deputata o una senatrice di schieramento opposto, cioè per chi potrebbe sensatamente tirare in ballo tutti i danni che finora gli ideatori di “Abruzzo civico” (eredi dei civici della giunta dalfonsiana) hanno fatto in termini di progetti per isolare il centro-Abruzzo dalle linee di trasporto (ferroviaria e autostradale per le sfrontate deviazioni progettate), dai finanziamenti per la cultura (se si eccettuano quelli per l’Abbazia, già fisiologicamente previsti), per i master-plan (convogliati su grandi imprese private e sulla fondo-valle Sangro).

Dare un carnet du bal di questo genere ad una sindaca di Pratola che volesse accarezzare un pensierino per Montecitorio sarebbe la sbandata finale del go-kart potenziato. E il fatto è che sempre riprendendo il nostro caro Angelo, “le reti il volo aperto gli precludono, ma non rinuncia mai”.

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