SCIOPERI NE HANNO FATTI GLI AVVOCATI E SONO STATI TUTTI INUTILI

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21 GENNAIO 2022 – Il TGRegione ha dato notizia dell’adesione di 600 avvocati marsicani allo sciopero e di quella di 300 avvocati peligni allo sciopero per la salvaguardia dei rispettivi tribunali. Il Centro di oggi riferisce che il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona ha dichiarato che è una manifestazione senza precedenti, fatta dagli avvocati con sacrifici personali.

Un precedente lo troviamo noi: fine aprile 1995. Al cinema davanti alla Corte di Cassazione gli avvocati italiani uniti in assemblea decisero uno sciopero di un mese. Fine maggio 1995: nell’aula di udienza del tribunale di Sulmona gli avvocati peligni decisero di prorogare questo sciopero per un mese. E fu una protesta tosta, perchè ancora non entrava in vigore il codice di autoregolamentazione in materia e le udienze non si tennero effettivamente per due mesi consecutivi, mentre adesso possono durare al massimo pochi giorni e poi bisogna dare un preavviso di due settimane. Quindi in quel caso i sacrifici furono davvero pesanti. Per la gioia dei giudici un’astensione così può durare anche i sei mesi preventivati dai professionisti marsicani, che infatti hanno ridotto la proclamazione da sei mesi a una settimana e poi “si vedrà, ne parleremo in assemblea” (come dire “O Roma o Orte” invece del più drastico progetto garibaldino).

Poi, se ci vogliamo spingere a fare un bilancio, andrà detto, sempre a titolo di cronaca, che la riforma del codice di procedura civile, contro la quale gli avvocati protestavano, passò sic et simpliciter e le virgole che furono modificate per non far risaltare la caporetto forense furono poi ripristinate negli anni successivi come le volevano i giudici, che poi si dettero alla soppressione selvaggia di uffici giudiziari: nel 1999 le preture, nel 2011 i tribunali non provinciali e le sezioni distaccate dei tribunali provinciali. Varie centinaia di presidi giudiziari, la cancellazione dei quali non ha accelerato di un giorno la definizione dei processi come l’ha accelerata la decuplicazione delle tasse per le iscrizioni a ruolo.

Come si dice adesso: “Ma di che cosa stiamo parlando?”.