NON APRITE QUELLE AULE

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L’INCOMPLETEZZA DEI TRIBUNALI DELL’AQUILA E DI CHIETI RESTA L’ULTIMA CHANCE CONTRO LA SOPPRESSIONE DEI TRIBUNALI MINORI

23 GENNAIO 2022 – Alla inaugurazione dell’anno giudiziario la prima presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Francabandera, ha ribadito che l’accorpamento dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto va attuata perchè “asseconda l’esigenza di specializzazione”, ma ha aggiunto che allo stato attuale le strutture di L’Aquila (nella foto del titolo) e Chieti, che dovrebbero ricevere gli uffici soppressi per legge, presentano rilevanti problematiche di spazio. Ravvisa l’esigenza di conservare momentaneamente gli uffici nei presidi attualmente esistenti, fermo restando che i tribunali andrebbero accorpati sin dal 14 settembre prossimo, come previsto dall’ultima proroga, non rinnovata.

Il dato giornalistico più rilevante di questa inaugurazione, per quello che riguarda i tribunali minori, è la palese indisponibilità della ministra della Giustizia anche soltanto a ricevere il presidente della Regione, Marsilio, per parlare di questa tematica. E’ il risvolto della impostazione dell’azione di governo, che vede in Draghi una specie di autocrate indisposto anche solo a valutare opinioni che non siano conformi al disegno governativo. A Palazzo Chigi i provvedimenti in via di adozione vengono consegnati ai ministri un paio di ore prima del loro esame, che quindi si risolve in una approvazione incondizionata. Nei singoli dicasteri i “tecnici”, che poi prendono le papere che ha preso la prof. Cartabia riguardo ai reati “di mafia” che non cadrebbero sotto la scure della improcedibilità in appello, decidono quando e se ricevere i rappresentanti (per quanto Marsilio rappresenti l’Abruzzo) delle altre istituzioni. Pare che la stessa Cartabia abbia detto al sen. Luciano D’Alfonso, presidente della Commissione Bilancio (quindi il contraltare alla impostazione tecnica) che forse lo riceverà a febbraio, quando forse non ci sarà più neppure un governo se Draghi va al Quirinale. Peraltro, pure quando al ministero della Giustizia non c’erano i “tecnici”, una parola chiara fu detta da Orlando, del Pd, che a L’Aquila confermò che i tribunali minori si dovevano sopprimere. e creò più di un imbarazzo quando la notizia si divulgò nel resto d’Abruzzo (non aveva nessuna intenzione di parlare a suocera perchè nuora intendesse).

In conclusione, da un punto di vista pratico, se le quattro città abruzzesi vorranno conservare i loro tribunali dovranno contrastare in ogni modo i lavori di ampliamento dei palazzi di giustizia di L’Aquila e Chieti. Tutto il resto fa parte del “governo dei migliori”, che tanto vorrebbe ispirarsi al marchese del Grillo attingendo in gran parte alla carica comica del personaggio.