SUL TRIBUNALE LA CITTA’ OPPONE IL GRAN RIFIUTO

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Troppi rifiuti per salvare un tribunale

VA INCOSCIENTE VERSO IL BARATRO PIUTTOSTO CHE CERCARE IL CONTATTO CON AVEZZANO

24 GENNAIO 2018 – Mentre scorrono i mesi che separeranno Sulmona dal suo tribunale ormai soppresso per legge (settembre 2020), non è senza significato che nessuno parli più di geografia giudiziaria in questo anticipo di campagna elettorale.

Se ne parla, ovviamente, nei progetti “random” di vari candidati (o presunti tali), ma in termini del tutto fumosi, al capitolo degli “uffici e servizi aboliti” che Sulmona dovrebbe salvare.

Di strategie non c’è ombra: non si sa come vorranno schierarsi i politici se saranno eletti: se tentare il salvataggio di due tribunali su quattro in Abruzzo, oppure se puntare sulla scempiaggine del “tribunale di montagna” che quasi fa il palio sull’altra amenità che Sulmona deve tutelare le sue tradizioni storiche e culturali, come se a patrocinare una causa dovesse presentarsi ancora lo sventurato fratello di Ovidio che all’avvocatura era avviato. Quello che salva un tribunale sono i numeri e, quindi, l’unico matrimonio (di interesse) che questa città presuntuosa può fare è quello con Avezzano. Ma su questo, come si sa ed abbiamo riportato, c’è il… gran rifiuto.