Sul tribunale tacciano le…voci di dentro

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SCONCERTANTE STRATEGIA PER SFRACELLARSI TRA QUALCHE MESE. ORA PARLINO SOLO LE CATEGORIE CHE HANNO DA PERDERE DALLA SOPPRESSIONE

23 DICEMBRE 2017 – Mentre il sottosegretario alla Giustizia, Chiavaroli, a Sulmona nella scuola di Polizia penitenziaria ribadiva che è indispensabile che le strategie dei quattro tribunali “minori” in Abruzzo si saldino affinchè se ne possano salvare due, un consiglio comunale tenuto in tribunale espettorava ancora la determinazione di tutti i sindaci a salvare il Tribunale di Sulmona che, rispetto agli altri tre già soppressi per legge e prorogati, può contare sul formidabile motivo costituito dal progetto-pilota telematico.

Ognuno può farsi amministrare come vuole; e può restare sordo a tutti gli inviti che dal CSM e poi anche dal ministero sono stati ripetuti fino alla noia. Non per niente sono stati tratteggiati i tipi alla “Stranamore” nella cinematografia recente e passata.

Noi, più semplicemente, vorremmo introdurre una innovazione in questa cantilena dei motivi che porterebbero il tribunale peligno a salvarsi mentre gli altri andrebbero ad leones: dovrebbero parlare solo quelle categorie di cittadini sulmonesi che dalla soppressione subiscono un danno effettivo. Dunque, diritto di parola agli avvocati; ai medici che svolgono le funzioni di consulenti tecnici d’ufficio; e così pure agli ingegnere. Ma anche ai commercianti.

Tacciano una volta per tutte i giudici che avranno sempre il loro stipendio assicurato pure quando andranno a L’Aquila o in capo al mondo; tacciano per lo stesso motivo i cancellieri; tacciano i politici che hanno votato la soppressione del tribunale e quelli che in sette anni non hanno saputo correggere la soppressione votata dai loro partiti.

Forse il pollaio sarà più rarefatto, ma si potranno sentire cose sensate, dette da chi qualcosa da rimetterci pur sempre l’avrà, in confronto a questi strateghi che nella loro vita non ne hanno mai vinta una che fosse una…