SULLA SINDACA SI STRINGE IL CERCHIO

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INIZIATIVA DELLA CORTE DEI CONTI, DECADENZE NELLE PROCEDURE DISCIPLINARI, ESODO DEI VIGILI

14 maggio 2021  – La Corte dei Conti osserva che costituire un consiglio di amministrazione per una società che non ha struttura ed esigenze amministrative proporzionate è un amministrare censurabile. E si è espressa in questi termini sul COGESA. Prendendo lo spunto, il Partito Democratico di Sulmona sottolinea come si ravvisino responsabilità anche politiche e le attribuisce principalmente alla sindaca “che – detto per inciso  – ricopre anche la carica di Presidente del Comitato di Controllo Analogo. Organo deputato, appunto, al controllo della corretta gestione dell’Ente. Incapace, a detta della Corte, di motivare adeguatamente, nella circostanza, il passaggio da una forma di amministrazione all’altra”.

Poi esamina il caso eclatante di un dipendente sottoposto a procedimento disciplinare per la notissima vicenda dei “furbetti del cartellino” (che ha portato Sulmona alle cronache nazionali) risolto con un nulla di fatto, ma non perché si potesse ravvisare la sua innocenza, quanto soltanto perché “c’è stato colpevole ritardo da parte dell’organo comunale preposto all’adozione del provvedimento, arrivato a termini di legge scaduti”.

A pensare male ci si avvicina spesso alla verità e infatti il Pd non pensa che tutto sia solo frutto della incapacità di sindaca e amministratori a gestire la cosa pubblica: “forse ci sfugge qualche particolare che giustificherebbe quelle che a tutta prima sembrerebbero mancanze di una gravità eccezionale”. Conclude chiedendosi se non sia il caso di spendere un po’ del suo tempo ad amministrare questa città per quel poco che resta, accantonando tagli di nastri o firme di convenzioni”.

E, ultimo ma non meno importante, lo sdegno – politicamente parlando – del Pd si appunta su quello che definisce un ammutinamento degli agenti di polizia urbana, sette dei quali hanno chiesto il trasferimento, da collegare alla vicenda dell’incarico di comandante a Leonardo Mercurio, che non ne avrebbe i requisiti. “Alla probabile irregolarità di tale nomina sotto il profilo della normativa vigente, questa Amministrazione, con in testa il suo Capo, ha voluto aggiungere una mancata valutazione di opportunità proprio con riferimento a quella “incompatibilità ambientale” con la quale ben sette Vigili hanno voluto motivare la richiesta collettiva di trasferimento o mobilità interna.

Se si aggiungono altre due domande di richiesta individuale e i cinque vigili che hanno già ottenuto la mobilità, l’organico si ridurrebbe a cinque membri effettivi in forza al Corpo. Praticamente la paralisi in un settore di attività amministrativa di vitale importanza per l’ordinato svolgimento della vita sociale della nostra comunità” conclude il circolo PD di Sulmona.

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