CONNOTAZIONI LITURGICHE SUL SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI AD APPENA TREDICI ANNI DI DISTANZA
2 OTTOBRE 2025 – Ricordiamo male, oppure Mauro Tirabassi era l’assessore che introdusse, all’epoca del sindaco Federico, la raccolta dei rifiuti solidi urbani porta a porta con i mastelli e con ampie lezioni, quartiere per quartiere, collegandosi anche a borghi e sestieri della “Giostra”? Ed era lo stesso Mauro Tirabassi che oggi, da vice-sindaco, stroncherà (dopo 13 anni) questo tipo di raccolta perché sarebbero troppi gli autisti che dipendono dal Cogesa e non si riesce a pagarli tutti?
Abbiamo letto male, oppure a Montesilvano, terzo Comune per popolazione in Abruzzo, si sta raggiungendo la quasi totalità del territorio con la raccolta mastello con mastello? Oppure abbiamo letto male nella annunciata regressione sulle “isole ecologiche” che saranno introdotte a Sulmona non per affiancare la raccolta con i mastelli, ma per sostituirla del tutto?
E da ultimo: è roba da archivio polveroso la notizia che a Sulmona, per i lusinghieri risultati della raccolta differenziata, si sarebbe diminuita la TARI, mentre, passato all’amministrazione Casini, Tirabassi approvò l’aumento e adesso ne studia un altro?
Sono corbellerie e quisquilie da ragionieri?
No: sono cose politiche, perché sulla raccolta di rifiuti si è giocato il confronto politico cittadino. O, almeno, così è stato messo a credere, perché Mauro Tirabassi era oppositore di Gerosolimo (ma solo fino al 2015, anno nel quale, folgorato sulla via di Noce Mattei, ha contribuito ad eleggere la sindaca Casini). E l’altro Tirabassi, Luca, adesso è sindaco di Sulmona con i voti di Gerosolimo che del disastro del Cogesa è principale autore, per aver fatto i suoi comodi svendendo il servizio che ha consentito a L’Aquila (70 chilometri lontana) di riversare tutti i suoi rifiuti, anche la predominante parte di “indifferenziata”, al prezzo che indicavano gli aquilani, come si fa nel deserto quando si possiede una sorgente d’acqua (solo che gli assetati erano gli aquilani). E lo ha fatto per le sue relazioni con il sindaco dell’Aquila Biondi (altro bel campione della sedicente Destra, al quale ha tolto un problema non da poco) e, quindi, per riaffermare il suo potere e la sua base elettorale anche per la moglie sindaca di Prezza, dettando la linea anche a diversi sindaci idioti della Valle Peligna e del circondario.
E oggi che fa questo Attila della Valle Peligna? Dice che bisogna passare alla gara, con un inusitato legalitarismo (tipo “lo vuole l’Europa”), del tutto innovativo rispetto ai modi di assunzione e di conferimento delle consulenze che sono certificati in un processo penale a carico di un semplice cittadino che aveva parlato di corruzioni ed è stato assolto con formula piena perché ha fatto sfilare i testimoni che dicevano come si davano le consulenze da parte di Vincenzo Margiotta, collocato alla presidenza del Cogesa da Andrea Gerosolimo: ad avvocati che del diritto fallimentare non avevano nessuna specializzazione (ed ottenevano incarichi di varie decine di migliaia di euro per recuperi delicati in concordati), all’ex praticante del presidente Vincenzo Margiotta, che proponeva una consulenza diciamo “brevi manu”.
Così Andrea Gerosolimo si smarca dal Cogesa (o pensa di farlo, dato il panorama della stampa cittadina) richiedendo la gara e lasciando che vadano a casa i lavoratori (già troppi ai tempi di Vincenzo Margiotta, ma curiosamente conservati, anzi accresciuti, con l’assunzione di tale Federica Pantano che dirigeva il bollettino dal Cogesa da nessuno letto e di molti altri che, se il lettore vuole, individueremo nome per nome e parentela per parentela).
Ma l’aspetto comico è che a vedersela con lo sciopero indetto dai dipendenti del Cogesa (li sosterremo solo quando ci avranno raccontato come e da chi sono stati assunti) sarà il sindaco Luca Tirabassi, eletto con i voti di Andrea Gerosolimo e ancora convinto di essere stato eletto con i propri.






