VISITA GUIDATA IN NOTTURNA ALL’ABBAZIA DI SANTO SPIRITO PER SCRUTARE I LUOGHI DEL CARCERE E LA BELLEZZA CHE (FORSE) CI SALVERA’
28 SETTEMBRE 2024 – La versione notturna di un luogo simbolo della reclusione, con le sinistre evocazioni di profonde sofferenze e di spietate esecuzioni, ma anche con gli eroici esempi di elevazione spirituale, sarà fruibile questa sera dalle ore 20,30 presso l’abbazia di Santo Spirito, alle falde del Morrone e a poca distanza in linea d’aria dall’eremo di Celestino V. Uno straordinario viaggio tra le tenebre di un penitenziario accompagnerà la mostra “Dai registri dal carcere”: una “passeggiata narrata” di “viaggi e di memorie”.
Eppure è stato un tempo molto ristretto, quello del luogo della detenzione forzata, in molti casi del “fine pena mai” trascritto sui fogli matricolari degli ospiti. Quando nel 2013 un cortese dipendente del Polo museale accompagnò il prof. Pietro Rescigno nella visita a Santo Spirito e gli fece ascoltare come il canto si conservasse purissimo nell’ambiente della ex biblioteca, sulle porte dell’ala non ancora restaurata c’erano ancora i cartelli con i nomi degli ultimi detenuti fino al trasferimento del 1993. Prima, e per molti secoli, era stato convento, uno dei più grandi d’Europa. Quando è stato penitenziario, uno dei più afflittivi d’Italia, lasciava trasparire la bellezza: della chiesa, degli antri, delle scalinate, delle flessuose forme del barocco, degli affreschi dei Caldora giù fino in fondo in una specie di cripta aggredita di tanto in tanto dalle acque e dalle umidità del sottosuolo. Qualcuno tra i visitatori si interrogherà ancora sulla forza salvifica della bellezza, ruminando la frase criptica di Dostojevski, sbrigativamente interpretata ad uso turistico. Ma è già tanto che siano finiti i tempi più oscuri, quelli nei quali la presenza della sede del “Parco nazionale della Majella” precipitò l’abbazia nel degrado totale con l’allestimento di mostre di caciocavalli. Ora il Parco c’è, ma non ci sono i caciocavalli.
Anche quando non è stato più convento, ha attinto alla bellezza tramandata dalle architetture: pure nel periodo successivo alle “leggi eversive” di Napoleone, cioè nei decenni immediatamente precedenti all’annessione dell’Italia al Regno di Sardegna. Era una specie di albergo dei poveri sull’esempio di quello di Napoli.
Tutto questo merita una visita notturna, che è solo una appendice della giornata dedicata alla abbazia della bellezza, nel quadro delle manifestazioni organizzate oggi dal Polo museale regionale (quindi dal Ministero della Cultura) per le “Giornate europee della cultura”. Si comincerà con un matinée: visita guidata alle ore 11,30, dopo una “caccia al tesoro” per giovanissimi “tra gli eremi del monaco eremita”.
E, prima ancora, ma non a Santo Spirito, un’altra visita guidata: al polo museale di Santa Chiara alle 9,30. Nel pomeriggio la visita guidata riguarderà l’Archivio di Stato (alle ore 16); domani a guidare una visita si incomincerà alle ore 17, al Palazzo dell’Annunziata.
All’Abbazia di Santo Spirito è dedicata una sezione de “Il Vaschione”.






