Ultima astuzia aquilana: la casa per equivalente si compra a trecento chilometri dalla ricostruzione

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IL DECRETO DEL “BRAVO GOVERNATORE” GIANNI CHIODI

15 APRILE 2016 – Se un aquilano ha perso la casa nel terremoto del 2009, può incassare il valore del bene e comprarsi una casa a Milano o in Sardegna.

Questa è la ricostruzione secondo Chiodi, già governatore della Destra (pensa come sarà contento Quintino Sella…) che ha amministrato l’Abruzzo, frequentatore di un albergo per incontri galanti vicino a Piazza Navona con rimborsi regionali; ma questa è anche la ricostruzione degli aquilani che, se non ottengono soldi, strillano e imprecano pure contro Berlusconi, ma poi, quando li ottengono, li investono fuori città.

Ne fa un puntuale resoconto Giustino Parisse sul “Centro” di oggi, ovviamente non generalizzando (è stato uno dei più puntuali giornalisti della testata regionale, prima e dopo la tragedia personale che lo ha colpito con il terremoto), ma portando anche cifre significative: “Nell’elenco di chi ha scelto l’opzione abitazione equivalente ci sono anche ex amministratori comunali. Uno di loro chiede oltre 600.000 euro e ne ottiene “appena” 575.000 (…) La cifra più alta concessa sfiora i 650.000 euro” e Parisse riporta anche i nomi delle città dove sono finiti i soldi per la ricostruzione aquilana: “Milano, Cagliari, Civitavecchia, Rimini, Spoleto, San Benedetto del Tronto, Roma (tantissime), poi Chieti, Pescara e vari centri della costa teramana”.