MA QUELLO NON SAREBBE UN POSTO ADATTO A BENEDETTO XVI
5 GENNAIO 2014 – Ultima giornata della serie natalizia per le visite straordinarie all’Abbazia celestiniana di Sulmona, casa generalizia dei seguaci del Papa della grande Rinuncia. Il personale della Soprintendenza sarà ancora stamane, fino alle 13, a disposizione di chi vorrà percorrere i grandi corridoi della parte restaurata: quello che conduce alla sala dell’abate, quelli che collegano il cortile dei nobili all’immenso refettorio, alle scalinate, alle stanze dei monaci che hanno fatto la storia di questo quasi millenario complesso.
A quanti di coloro che si chiedono se Benedetto XVI non debba trovare la sua quiete in queste stanze è molto semplice rispondere che, semmai, per Ratzinger, che ha seguito Celestino nel dolorosissimo addio, sarebbe più appropriata una sistemazione a poche centinaia di metri, nella cella dell’eremo di Sant’Onofrio dove Celestino ha vissuto la sua più intensa vita spirituale e dove ha cercato di tornare subito dopo il 13 dicembre 1294, senza riuscirvi o, forse, riuscendovi per una notte sola, secondo quanto riporta una cronaca dal sapore di leggenda. E’ un azzardo un po’ forte pensare che chi rinuncia al papato possa trovarsi bene in una abbazia che ha coltivato intrighi, scalate di potere, secolarità sfrenata.
Nella foto del titolo il sepolcro dei Caldora






