UNA LAPIDE PER RICORDARE EROISMI E NEFANDEZZE

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INTITOLATA UNA STRADA AI MARTIRI DI CEFALONIA

 22 APRILE 2012 – L’ultimo della componente “peligna” della Divisione Acqui, reduce dalle terribili giornate di Cefalonia, Angelo Pasquale di Prezza, è morto qualche mese fa e si è portato nella bara quelle mostrine gialle e nere che avevano segnato la morte per tanti commilitoni, migliaia di ragazzi come lui poco più che ventenni, lasciati allo sbando dopo l’8 settembre 1943. Nella foto del titolo il gen. Italo Giammarco parla nel corso della cerimonia: davanti a lui le associaZIoni combattentistiche e d’Arma e in particolare i finanzieri dell’Anfi (era tenente della Regia Guardia di Finanza il sulmonese Ciancarelli ucciso a 22 anni a Cefalonia)

Ne ha parlato il gen. Italo Giammarco, mandandogli un commosso saluto dal cortile della caserma “Cesare Battisti” questa mattina, quando simbolicamente è stata scoperta la lapide della strada intitolata ai “Martiri di Cefalonia”.

Dopo quasi settant’anni anni, non c’è più la Divisione sterminata nell’isola greca (“Aquensem legionem time!”), non c’è più il Reggimento Acqui, che fu sciolto nel 1975 e, a Sulmona, non c’è più il 17° Battaglione di Fanteria San Martino, erede di tanta storia e di tanto sangue. Rimarrà una lapide, che è già tanto, visto l’oblìo sparso su pagine tanto cruciali dell’Italia e così significative delle responsabilità di chi avrebbe dovuto reggere la nazione pensando anche ad evitare quelle stragi.

 

Il gen. Francesco Saverio Caccavella