UNO STRUZZO SI AGGIRA A PALAZZO SAN FRANCESCO

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MA LA TATTICA DEL RINVIO NELLA QUALE PRIMEGGIA IL SINDACO DI PIERO NON SERVIRA’ A VALICARE L’OSTACOLO DI DOMANI PER LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEL PROCESSO COGESA

4 DICEMBRE 2022 – Se il sindaco Di Piero pensa di raggiungere domani la soluzione al problema se costituirsi, o non, parte civile nel processo sul Cogesa adottando la tattica dello struzzo, quindi non rispondendo alle istanze che gli sono state rivolte e addirittura non dando conto con comunicati stampa dell’orientamento della sua amministrazione, si sbaglia di grosso perché domani sera le cose potrebbero trovarsi nella stessa identica condizione di adesso.

La giudice onoraria Concetta Buccini, alla quale la causa è stata assegnata, non potrà celebrare la prima udienza del processo, perché si è già astenuta due volte in processi che riguardavano Vincenzo Margiotta, tanto quando era imputato che quando era parte civile, sostenendo che, siccome è un avvocato del Foro, sussisterebbero le “ragioni di opportunità” che determinano l’obbligo dell’astensione. Ora, a parte che Vincenzo Margiotta è iscritto in altro foro, se la dott.ssa Buccini ritiene di astenersi lo deve sostenere in tutti i processi ed è scontato l’accoglimento della istanza da parte del Presidente del Tribunale, che lo ha fatto per gli altri casi. L’astensione, per essere tale, deve manifestarsi prima dell’apertura del dibattimento e, già solo per questo, non è consentito al giudice di ammettere le parti civili e adempiere a quelle che i legulei definiscono le formalità in limine iudicii, decidendo sulla costituzione delle parti e sulle questioni preliminari. Altrimenti, sarebbe l’astensione di Pulcinella.

Quindi, sarà designato altro giudice e fissata altra udienza, più o meno a primavera. Pensare che Gianfranco Di Piero possa portare in giro la sua stessa giunta per altri quattro o cinque mesi fa parte del possibile: dipende da quanto fango vogliono ricevere in faccia coloro che hanno pensato che qualcosa cambiasse con la sua elezione a sindaco e dipende anche da quanto i suoi stessi collaboratori sono disposti a consentire questa tattica democristiana per conservare buoni rapporti con la parte politica che ha espresso la corte dei miracoli nel Cogesa, le consulenze a membro di segugio e tutto il corollario di esaltanti pacchi di spese inutili; insomma, una accogliente via di uscita per i protagonisti di quel tetro periodo del Cogesa che proprio Di Piero cianciava tanto di voler combattere (ma cianciava solo in campagna elettorale).

In tale contesto è assordante anche il silenzio che si leva dai ribollenti spiriti dei battaglieri cittadini delle Marane, che di colpo hanno seguito Di Piero nel diventare poliglotti e tacere in sette lingue. Sono i primi che, se si dimostrassero vere le accuse a Margiotta & C, avrebbero ricevuto danni dall’impianto di Noce Mattei; ma, giunti anch’essi in limine iudicii, avvertono la presenza di controindicazioni e non hanno neppure certezza del proprio ruolo. Ma loro, almeno loro, sono privati cittadini che ben hanno diritto di pensare che ci sia un sindaco che si muova in nome della città e che magari hanno pure votato per questo. Invece lo trovano a Palazzo San Francesco, diviso tra il prepararsi le orazioni per i funerali e lo scavare fosse dove mettere la testa in attesa che passi il pericolo.

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