Pescara vota in Consiglio per diventare capoluogo di tutti gli Abruzzesi

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Non è senza significato che l’imponente facciata dell’Annunziata è rivolta verso Pescara

SI SPACCA IL PD E GLI ORDINI DI PIETRUCCI  e PEZZOPANE SI DIMOSTRANO CARTA IGIENICA

17 novembre 2017 – Il Consiglio comunale di Pescara, nella riunione di ieri pomeriggio, ha approvato un ordine del giorno che impegna l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandrini a farsi portavoce, in Regione, della richiesta di modifica dello Statuto che consenta di trasferire il capoluogo dell’Abruzzo a Pescara. Hanno votato a favore i proponenti (consiglieri di centro-destra), ma anche Tiziana Di Giampietro e Fabrizio Perfetto del Partito Democratico.

Non si contano i danni dell’atteggiamento stalinista del PD aquilano, rappresentato, nella vicenda, dal consigliere regionale Pietrucci e poi dalla sen. Stefania Pezzopane: il primo ha chiesto l’espulsione dal PD di Cantagallo e Cuzzi che avevano lanciato (o, meglio, rilanciato) l’idea di Pescara capoluogo; l’altra che pensa di applicare alle tematiche di una regione la tecnica del “pensare ad altro”, sperimentata in tutte le problematiche sulle quali le posizioni aquilane sono perdenti.

Ora la frattura all’interno del PD, in tutto l’Abruzzo, è palese e infrange la filosofia del motto aquilano trasferito all’amministrazione di tutta la regione: “Immota manet”, resta immobile, nonostante il passare dei secoli e la modifica delle condizioni di vita degli Abruzzesi che non sanno che fare di un capoluogo sperso in mezzo alle montagne.

Ceffone dai suoi colleghi di partito anche al “governatore” d’Abruzzo Luciano D’Alfonso, che, invece di fare il suo mestiere di capire le istanze dei territori e giungere ad una composizione adatta alle esigenze di sviluppo della regione, ha bollato per “pensieri etilici” quelli di Cantagallo e Cuzzi.

Resta da chiedersi in cosa consiste l’aggettivo “democratico” in un partito che in parte è fatto con gli avanzi comunisti che hanno perso i denti, ma non l’aggressività, e in parte è fatto di democristiani falliti (costretti ad assecondare per decenni le ubbie dei democristiani vecchia maniera); gli uni e gli altri sono arroccati in posizioni che credono ancora difendibili e che, come dicevano gli Indiani metropolitani negli anni Settanta, saranno travolte da una risata.

Suona un’ora decisiva anche per Sulmona, che dal potenziamento dell’area pescarese ha tutto da guadagnare: prima di tutto l’annessione a quel territorio come centro strategico e polo di attrazione, che tanto potrebbe ricambiare in termini di attenzione e progresso per i beni culturali e storici di tutto il centro-Abruzzo, dato che ne è del tutto sprovvista.