DIATRIBE SULLE COMPENSAZIONI PER LA CENTRALE DI SPINTA DELLA SNAM
31 MARZO 2026 – “Dopo aver chiarito che non sono state svolte, né sono attualmente in corso trattative con la Snam, e che, di conseguenza, non può esistere alcuna documentazione al riguardo, ho precisato, in nome di una leale e trasparente condivisione con tutto il Consiglio e quindi con la stessa minoranza, che potrebbero essere avviate nei prossimi giorni, alla luce degli approfondimenti in corso in merito all’ultimo giudizio pendente, soprattutto in ragione del parere sui prevedibili esiti dell’ udienza di discussione, la cui data è stata di recente fissata al 13 maggio”.
Con queste parole il sindaco Luca Tirabassi affronta la narrazione dello “stato dell’arte” in merito all’impianto di compressione del gas della Snam. Gli ribatte Mario Pizzola, che trasecola: “Nessuna trattativa? Un navigato esponente della sua area di maggioranza, però, non è dello stesso avviso. E non è uno qualunque perché a suo tempo, quando era assessore della giunta Federico, fu lui a trattare con la Snam per 4 milioni di euro (a suo dire). Il Sindaco si riveda la puntata del 2 dicembre del “Diario a bordo della Snam”. Si parla apertamente di trattativa segreta. Ma in pratica qual è il pensiero di Tirabassi? Ci vorrebbe un interprete per capirlo perché la sua risposta sui rapporti con la Snam è un miscuglio di no, forse si, boh. Sull’impatto dell’opera egli dice che attiverà una interlocuzione stabile con i soggetti istituzionali coinvolti; che chiederà a Snam una mitigazione dell’impatto ambientale; che sarà consolidato il confronto con gli enti di controllo; eccetera. Attiverà. Chiederà. Sarà. Ma finora dove è stato il dottor Divago? In dieci mesi di sindacatura cosa ha fatto sulla Snam? E’ mai possibile che le sue antenne si drizzino solo quando sente la parola “compensazioni”?”
Lo “stato dell’arte”, lungi dall’essere spiegato o almeno tratteggiato, resta circondato da fitta nebbia. Ed è questo il motivo principale che consiglia che se ne parli in via preventiva in Consiglio comunale: perché in quella sede si potrà verificare quali saranno le posizioni delle forze politiche e dei singoli consiglieri. Bisognerebbe sondare quello che il Comune è disposto a perdere pur di incassare un gruzzolo, probabilmente destinato a ripianare deficit cronici, che nulla hanno a che vedere con la tutale della salubrità dell’aria. La “compensazione” offerta dalla Snam reca in sé il concetto di pregiudizio: e questo i fautori di una resa non sanno accettare, oppure sottovalutano. Come non considerano che quello che si decide oggi non riguarderà questo consiglio comunale, o questo sindaco, o i Sulmonesi di oggi, se non in misura molto relativa. Riguarderà il futuro della Valle Peligna per vari decenni, forse di più, se la “fuga dal fossile” (pur reiteratamente annunciata) sarà rinviata di quinquennio in quinquennio. Dovrebbe, dunque, essere l’aula consiliare il luogo più adatto per prendere responsabilità, singole o collettive, nelle forme e nella misura che siano note a tutti. Ma da almeno dieci anni i contenuti delle “compensazioni” restano segreti. Ed è un brutto segno; un pessimo segno.
Nella foto del titolo una centrale di compressione già in attività






