Schiavi d’Abruzzo nella neve

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GLI STRANI SILENZI SULLA INTERRUZIONE DELLA STATALE 17

11 GENNAIO 2017 – Il sindaco di Castel di Sangro, avv. Angelo Caruso, ha parlato di assurdo isolamento dell’Alto Sangro dal 6 all’8 gennaio per condizioni climatiche che per la zona non sono state affatto eccezionali; il commissario della Comunità Montana, avv. Andrea Liberatore, ha parlato di danno all’immagine pressochè irrisarcibile; il presidente di Federturismo, Colecchi, ha levato la sua indignazione per l’isolamento di tutti i centri sciistici nei giorni più importanti della stagione sportiva altosangrina; altri sindaci, di paesi più oscuri, ma non per questo non degni di considerazione, volevano partire per protestare sotto la prefettura, se le strade lo avessero consentito; una senatrice ha annunciato che per la indecente chiusura della strada statale 17 proporrà una interrogazione parlamentare. Ma tutto questo, se non fosse stato per un quotidiano che si stampa a Roma, sarebbe rimasto nel mormorio di facebook.

Deve essere stato diramato l’ordine di non divulgare queste proteste, come a suo tempo nulla si disse per la chiusura di un viadotto, a Roccapia, per oltre sette mesi prolungati, mentre venivano impiegati solo due operai per i lavori di manutenzione. Frasi del tipo “non esiste più il giornalismo di inchiesta” si ripetono come si ripete che “non esistono più le mezze stagioni”, senza capire e senza curarsi che il primo obbligo è, almeno, quello di non soffocare il dissenso così massiccio e così acuto, manifestato da rappresentanti delle comunità legate al destino di una strada ancora miracolosamente trafficata. E una avvisaglia di questa organicità dell’informazione si ebbe anche quando protestarono quasi tutti i sindaci della Valle Peligna contro il collegamento autostradale Bussi-Collarmele, ma gli ambienti vicini a chi era interessato alla costruzione della “bretella” finirono per parteggiare per l’unico sindaco favorevole ai mega-tunnel, cioè quello di Castelvecchio Subequo.

La bella immagine del medaglione, che proponiamo oggi, è di Vittorio Pollio, scomparso un mese fa, e risale ai primi vagiti di un Ordine dei Giornalisti abruzzesi, fondato nel 1977 in un ristorante tra Scafa e Manoppello. Fu distribuita al Congresso nazionale della Federazione della Stampa celebrato dal 23 al 29 ottobre 1978 a Pescara, con l’inaugurazione, al “Circus”, del Presidente della Repubblica Sandro Pertini eletto da tre mesi.

Purtroppo, ormai non è molto diffusa; forse perchè quel che c’è scritto è molto impegnativo: “Libertà di stampa = democrazia e progresso” si leggeva intorno alla scultura del più rudimentale mezzo di diffusione di notizie e di idee, cioè lo strillone. Che un paese come Schiavi d’Abruzzo venga sommerso da due metri di neve è circostanza inconsueta, ma non paradossale; che di fatti così eclatanti come l’isolamento di migliaia di turisti e la conseguente protesta di rappresentanti politici a vari livelli non venga data notizia alcuna è di una gravità inaudita che rischia di dar vita al nuovo profilo di… schiavi d’Abruzzo.

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