ASSEMBLEA INFUOCATA MA ALLA FINE UNITA’ DI INTENTI PER CORREGGERE UNA LINEA PERICOLOSA
13 GENNAIO 2017 – L’assemblea degli avvocati di Sulmona, appositamente convocata sull’argomento, ha dato mandato al presidente Gabriele Tedeschi (nella foto) di incontrare i colleghi di Avezzano per proporre una ipotesi di costituzione di un tribunale unico Avezzano-Sulmona, al fine di evitare la soppressione di entrambi i tribunali dal 13 settembre 2018. L’orientamento è una via di mezzo tra chi ha proposto di continuare una solitaria battaglia per la salvaguardia del tribunale peligno, basata sulle peculiarità del territorio sostanzialmente, e chi intendeva sottoporre ai colleghi di Avezzano già subito un piano operativo per dividere le competenze degli uffici (civile, penale, commerciale-fallimentare, udienze presidenziali, etc.). Nel suo intervento conclusivo, Tedeschi si è detto disposto ad intraprendere questo confronto (sul quale non conveniva fino a poco tempo fa) “rilevato che le condizioni sono cambiate”. Molto deve aver influito su questo cambio di rotta l’accenno, espresso da politici a vario livello, ad una possibilità di salvare non più di due dei quattro tribunali abruzzesi che oggi non hanno sede in capoluoghi di provincia; e molto deve avere influito la dichiarazione del presidente degli avvocati di Avezzano, Colucci, per una battaglia comune tra Marsica e Valle Peligna, ribadita in una recente intervista dopo che sul punto si era manifestato apertamente in senso favorevole l’avv. Leonardo Casciere presidente della Camera penale marsicana.
Resta comunque aperto il “tavolo” istituito dalla Regione Abruzzo per l’esame delle proposte volte a salvaguardare i tribunali.
Se si riuscirà a evitare questo “tavolo”, attraverso un contatto diretto con Avezzano, sarà già un grosso risultato. Il “tavolo” avrà tempi biblici, del tutto incompatibili con il cronoprogramma che porterà i tir a prelevare fascicoli, armadi, cancellieri e giudici ad agosto dell’anno prossimo, perché per legge le udienze si dovranno tenere a L’Aquila dal 13 settembre 2018. E, manco a dirlo, il “tavolo” sarà pilotato da politici (uno per tutti: Luciano D’Alfonso) che non hanno alcun interesse a modificare la legge già approvata dalle loro forze in Parlamento. Ma è già tanto che da Sulmona si sia deciso di accogliere l’invito, ormai vecchio di anni, di Avezzano e lo stesso “tribunale di montagna” che dovrebbe avere sede a Sulmona è ipotesi che oggi ha destato molte perplessità, per non dire pernacchie. Ed è stato anche importante che l’assemblea, particolarmente accesa, abbia sconfessato una certa linea di ascetica ed inconcludente superiorità delle ragioni di Sulmona rispetto a quelle di Avezzano.






