NUMERO SPECIALE CON INSERTO A COLORI
22 DICEMBRE 2014 – Una edizione de “Il Vaschione” sarà in edicola il 30 dicembre: conterrà un numero di pagine superiore a quello che lo ha caratterizzato nel primo anno e avrà un inserto di quattro pagine a colori dedicato al pittore Italo Picini.
E’ ora di tornare in edicola, non per semplice onore di firma o passerella: l’anno che si chiude è il preludio ad un impegno civico che va molto al di sopra del mero diritto-dovere del voto. Occorre partecipare ad una fase importante per la città di Sulmona. Non è detto che tutto sia perduto e che la città sia destinata al declino definitivo. Sono all’orizzonte avvenimenti forse irreversibili: primi tra tutti la chiusura del tribunale, voluta dai politici che i Sulmonesi hanno votato prima della legge approvata alle Camere nel 2011 e che hanno votato nuovamente proprio dopo che avevano soppresso la principale istituzione cittadina. Non basta più il voto per essere cittadini con i propri diritti e le proprie aspirazioni. Il voto è condizionato da scelte estranee alle stesse tematiche vissute dalla popolazione. Lo sappiamo già, perché si è detto molto sulla sostituzione che i partiti si sono arrogata rispetto alle preferenze dei votanti e, quindi, questa devianza si percepisce in tutta Italia.
Ma il caso di un cittadina che vota per quelli che le sottraggono il futuro, per le stesse persone che la condannano, è tutto peculiare di Sulmona.
Occorre qui più che altrove coraggio civico e occorre non abbassare la testa. Un giornale può fare molto, in una situazione deteriorata ma non ancora del tutto compromessa. Quello che è stato scritto in questi anni sul sito internet ha portato molti a chiedere che il giornale si presenti anche in una veste diversa, che conservi o riprenda un contatto tra quelli più tradizionali, molto vicino alla conversazione per strada: un percorso che sia ancora immediato. Molti si sono offerti di contribuire alle spese vive di questo onere civico e, per tutto il tempo nel quale “Il Vaschione” è andato in edicola, non si è trovato il modo comodo e contabilmente corretto di tradurre in partecipazione questa generosità. Ora un tentativo può essere fatto: tramite il versamento di un importo a discrezione dei lettori, su un conto corrente intestato alla tipografia che stampa il giornale e che è dedicato alla testata, senza possibilità di prelievo diverso da quello per pagare le spese della stampa. L’unica condizione che poniamo per accettare questo tipo di finanziamento è la trasparenza: quindi saranno esclusi i versamenti che non provengono da persone individuabili e conosciute.
Quanto abbiamo raccontato in questi anni e soprattutto in questi mesi può essere fissato sulla carta e costituire un altro mezzo di… salvataggio della città, perché dalle polemiche e dalle critiche si può uscire più puliti e più tonici. Proprio come da un bagno nella vasca della Fontana del Vecchio.






