“DIO VIVE IN ITALIA”, PAROLA DI ARTISTA CANADESE

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DARRYL EDWARDS FA IL BILANCIO DI UN MESE DI SCUOLA DI CANTO LIRICO

22 LUGLIO 2013 – “Dio vive in Italia”. Conviene andare subito alla conclusione di questa intervista con Darryl Edwards, direttore artistico del “Centre for Opera Studies in Italy” (COSI), quella grande macchina di persone e mezzi provenienti dal Canada che tra poche ore concluderà anche questo mese di incalzante impegno a Sulmona (nella foto del titolo il chiostro del convento di Santa Chiara a Gagliano Aterno) .

Conviene non intrattenersi troppo nelle piccole incongruenze che l’ospite, affabile e cortese, indica all’intervistatore in cerca di sapere quel che non funziona in Italia nel settore della promozione musicale. Non funziona essenzialmente un aspetto: quello organizzativo. Non si è precisi, forse non si è neppure costanti; non c’è americano, del resto, che non ce lo ripete, qui come Oltreoceano, nelle arti come nell’industria o nel commercio. I giovani hanno bisogno di tanta attenzione; l’educazione in questo ambito culturale deve essere paziente.

Perchè l’opera è un genere che si afferma in Canada in misura visibilmente maggiore che in Italia?

“La musica in Canada – osserva Darryl Edwards nella scuola elementare Lola Di Stefano, interamente dedicata nel mese di luglio ai corsi del COSI – ha i connotati di una grande industria; per questo incentiva anche le nuove creazioni, le premia quando raggiungono livelli artistici rilevanti. L’educazione musicale in Canada si rivolge subito ai bambini; cantare è molto più naturale nella scuola canadese. Poi vengono le selezioni. Quelli che voi vedete a Sulmona sono giovani che hanno superato molte selezioni, non crediate che vengono da ambiti territoriali ristretti. Dunque, sotto questo profilo non è facile formulare un raffronto numerico con la vostra terra, con un ambito preciso d’Italia”.

Ma c’è un grado di attenzione molto maggiore che in Italia…

“Mi sembra, ma tengo a sottolineare che è una mia impressione – risponde Edwards – che la politica presso di voi abbia lasciato le arti; ma ovviamente c’è modo e ci sono occasioni per recuperare nel cammino della valorizzazione”.

Quali artisti italiani considera ai primi posti in una ipotetica classifica lirica ?

“Mi vengono certamente in mente subito i nomi di Tebaldi, Freni, Pavarotti”.

Conosceva Maria Caniglia prima di venire in Italia?

“No, ma mi sono volentieri avvicinato a lei attraverso lo studio delle sue esecuzioni, dopo averla sentita”.

Tornerà in Italia e a Sulmona?

“Vorrei, sinceramente. Ma certe volte mi sembrano prevalere le difficoltà organizzative. Per noi è un premio venire in Italia, svolgere il nostro lavoro in questa terra. Dio vive in Italia”.

E così arriviamo alla fine, dalla quale abbiamo cominciato per dire subito che gli ospiti canadesi questo Paese lo conservano nel cuore pur con i suoi difetti.

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