SE NON BASTA LA DESIGNAZIONE DI BERLUSCONI

499

13 GENNAIO 2011 – Persone mai interessate all’amministrazione pubblica entrano improvvisamente in politica e, dopo  percorsi folgoranti, assumono incarichi fondamentali per la politica. Non curano i rapporti con l’elettorato, sono inclini a poche discussioni, troncano in quattro e quattro otto ogni contesa insorgente: cioè si comportano come facevano i vassalli medievali, ritenendosi obbligati a rispondere solo al signore. Si sentono in bilico solo nei mesi precedenti le designazioni, perchè in quella fase si giocano il tutto per tutto, ovviamente senza che serva loro il consenso o il dissenso degli elettori. I meccanismi di quelle designazioni sono del tutto sconosciuti a chi non fa parte del Popolo delle Libertà, che non ha mai celebrato un congresso, fosse pure uno di quelli con le tessere false o intestate a persone nel frattempo decedute, come facevano la DC e il PSI nella Prima Repubblica. Questa è la legge elettorale voluta nel recente passato e questo è il sistema che, per quanto studiato ed applicato per le elezioni politiche, si riverbera in tutte le competizioni elettorali.

Un limite, per fortuna, c’è, anche se costituisce magra consolazione. Le verifiche, quelle vere, vicine e lontane dalle elezioni, vengono da sondaggi del tipo analizzato nell’articolo a fianco. Non sono commissionati dai partiti politici e, anzi, li colgono di sorpresa e li costringono ad affrettate reazioni che hanno il fine principale di creare meno polverone possibile, contando sul fatto che in genere il giorno dopo già non si parla più di quello che il rullo dell’informazione quotidiana produce e schiaccia nel volgere di poche ore. Ma un brutto voto in pagella dovrebbe impensierire l’allievo e l’adulto, o chi dovrebbe controllare l’apprendista che non sa muoversi con le proprie gambe e con le proprie risorse. Dovrebbe convincere che non si può amministrare tutta l’Italia, regione per regione, comune per comune, da un palazzo di Roma azionando le leve dei meccanismi del vassallaggio e collocare persone che, invece di essere politicamente capaci, sono soltanto fedeli. L’obbedienza, dopo la crisi delle coscienze ai tempi di don Milani, è tornata ad essere una virtù, anzi la principale, come lo è generalmente per tutti gli incolori che hanno necessità di proteggersi sotto lo scudo dell’imprenditore che provvede per tutti.

Con questi bei risultati: che la gente, appena può, dice quello che pensa ai sondaggi, rimanendo nell’anonimato; oppure ai pubblici ministeri.

Please follow and like us: