10 APRILE 2010 – E’ dell’episodio di Eco e Narciso la traduzione che al “Certamen” di quest’anno ha raccolto il plauso della giuria (nella immagine del titolo Eco e Narciso, olio su tela di Giovanni Bilivert, SchleiBheim, Staatgalerie ).
“Perchè mi sfuggi ?”
“Quando dunque vide Narciso vagante per vie solitarie e si accese d’amore, ne seguì di nascosto le tracce” comincia così la traduzione della vincitrice del “Certamen”, che descrive il fuoco dell’amore per il bel giovane “non diversamente da quando lo zolfo, che facilmente s’incendia, posto attorno alla sommità delle torce subito cattura le fiamme vicine.
Oh quante volte volle avvicinarsi con parole carezzevoli e rivolgergli dolci preghiere !” Tra le varie ambientazioni, alcune sono particolarmente efficaci: “Poiché il giovane si era per caso allontanato dalla fidata schiera di compagni, aveva domandato “Chi c’è?”, ed Eco aveva risposto: “C’è”; quegli si stupì e dopo aver gettato lo sguardo da ogni parte gridò a gran voce “Vieni qui!”, e lei chiamò lui che la chiamava. Egli si volse a guardare e dal momento che nessuno di nuovo giungeva disse “perché mi fuggi?” e quanto parole pronunciò altrettante ne ricevette”. Narciso si ostinò ed ingannato dall’impressione illusoria dell’altra voce, esclamò: “Uniamoci qui” ed Eco, che mai avrebbe risposto ad alcun suono più volentieri, ripetè “Uniamoci”, approvando ella stessa le proprie parole, ed uscita dal bosco procedeva per gettare le proprie braccia attorno al tanto desiderato collo. Quegli però fuggì e fuggendo disse “che io muoia prima che io possa congiungermi a te”, ed ella non replicò altro se non “che io possa congiungermi a te”. Rifiutata si nascose nei boschi”. L’amore tuttavia si radica e cresce per il dolore del rifiuto; gli affanni che la tengono sveglia indeboliscono il povero corpo, la magrezza raggrinzisce la pelle e l’umore di tutto il corpo si dissolve nell’aria: restano soltanto la voce e le ossa; la voce rimane, e dicono che le ossa acquisiscano la forma di una pietra. Quindi ella si nasconde nei boschi e non si può vedere in alcun monte, ma è udibile da tutti; il suono è ciò che vive in lei”.






