CON CHI HANNO “PAREGGIATO” I CONTI GLI INCENDIARI DEL CAPANNONE COGESA?

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L’impianto del Cogesa

STRANA IPOTESI DEI CARABINIERI RIPORTATA DALLA STAMPA

27 NOVEMBRE 2018- Narra “Il Centro” di oggi che una pista molto battuta dai Carabinieri sull’incendio al capannone del “Cogesa” è quella della “vendetta”.

La “vendetta”, secondo l’accreditato dizionario del Devoto-Olj, è il “danno materiale o morale inflitto privatamente ad altri per pareggiare un danno o un oltraggio subito” oppure anche “giusta punizione”. Prima di approdare al concetto di “giustizia” (che comunque è da scartare quando si bruciano mezzi e attrezzature con un incendio doloso), occorre soffermarsi sul “pareggio”. Visto che si fa una ipotesi (rispetto alle altre da noi sintetizzate alla luce delle prime reazioni, cioè l’”avvertimento” e la “pressione”), si dovrebbe anche capire quale sarebbe quel “privato” che voleva “pareggiare” e sul punto i Carabinieri non possono essere così sibillini, perché se privata sarebbe la vendetta, non sono privati i capannoni e i mezzi del COGESA e, se si è trattato di vendetta, avremmo anche il diritto, come cittadini spremuti dalle tasse e come utenti spremuti dal corrispettivo altissimo del servizio di raccolta dei rifiuti, di sapere chi si è sentito nel diritto (ancorchè soltanto pretesto) di “pareggiare” il danno. Dovremmo saperlo perché potremmo anche esercitare il diritto di non assistere a “pareggi”; e, se si dovessero individuare i destinatari del “pareggio”, potremmo anche valutare l’ipotesi di chiedere agli organi giudiziari di spiegare quale partita si sia giocata, perché dei pareggi non ci è mai interessato nulla, ma abbiamo sempre preferito le vittorie cristalline e definitive: quelle che non lasciano adito a sospetti.

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