
Foto ricordo
FESTA PER IL PENSIONAMENTO DI GIOVANNI IOMMI NEL 1972: CHI C’ERA?
14 FEBBRAIO 2019 – Un Gianni Febbo nemmeno trentenne e tanti vigili urbani dal volto familiare, qualcuno che dimostra più di quello che ha. E’ il giorno del settembre 1972 per il saluto a Giovanni Iommi, detto Vapore per la sua abitudine a soffiare, metà tic e metà espressione di malumore per le tante cose che non andavano.

Occhiali da sole tattici per coprire le lacrime di un duro
Pensa se avesse fatto il vigile adesso, con le biciclette in senso contrario non solo per il Corso, le erbacce dappertutto, i monelli che giocano a pallone in Piazza XX Settembre, la sporcizia in ogni angolo a celebrare l’inconcludenza del COGESA utile a fare i bandi durante la campagna elettorale e sospenderli il giorno dopo.

C’era anche Antonelli, grande libero del Sulmona (in divisa) e al suo fianco Del Monaco, grande portiere

Gianni Febbo, fresco di nomina a comandante della Polizia municipale (in abito scuro)

Tommaso Ferri (primo a sinistra), che ricevette il testimone di vigile dal pugno di ferro
Andò in pensione molti anni prima del diluvio e gli occhiali scuri quel pomeriggio servirono a nascondere le lacrime; servirono anche ai colleghi per evitare l’imbarazzo di vederlo sciogliersi e rinnegare i tratti del burbero ad incalzare i ragazzini che giocavano a pallone alla villa comunale. Iommi come lui si chiamava la dolce Maria Assunta, Assuntina, collaboratrice alla scuola “Lola Di Stefano” che non metteva la disciplina al primo posto e se vedeva qualche scolaro in crisi di rifiuto della scuola si fermava a parlarci e a consolarlo; figurarsi se poteva privarlo di una palla per giocare. Iommi come lui e come Assuntina si chiama l’avv. Maria Assunta Iommi che nel 2013 ci convinse a votare Enea Di Ianni al Comune e quest’anno non ha provato neppure a convincerci a votare “Condominio Marsilio”. Lei i palloni li toglierebbe a tutti se non fanno il gioco che vuole e se non credono alla favoletta dell’abruzzesità di Marsilio: “e chi non ci credeva era un pirata” (Edoardo Bennato).






