INTANTO CHE SI DISCUTE, LA VALLE PELIGNA PERDE LA TRASVERSALITA’

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MANCANO STRATEGIE PER FERROVIA E AUTOSTRADA IN VISTA DEL DIBATTITO DI GIOVEDI’

27 MAGGIO 2019 – Si terrà domani, martedì, la conferenza stampa riguardante l’incontro-dibattito del 30 maggio alle ore 15.30 nell’aula consiliare di palazzo San Francesco “La trasversalità Tirreno-Adriatica, opportunità di sviluppo per le aree interne”. Saranno presenti il sindaco Annamaria Casini e il vicesindaco Luigi Biagi.

Questa trasversalità è proprio quella che la Valle Peligna rischia di perdere, dopo averla avuta in dote per più di un millennio, data la sua posizione rispetto alle vie di comunicazione Tiburtina-Valeria da Roma a Pescara e il sistema della Via Minucia con la biforcazione per i tratturi e la Campania. Purtroppo manca alla attuale classe politica l’intuito di interpretare le modifiche che alle correnti di traffico si vanno apportando per rivendicazioni campanilistiche: prima fra tutte il cosiddetto collegamento veloce ferroviario tra Pescara e L’Aquila, che apre lo scenario del nuovo tratto Roma-Poggio Mirteto-L’Aquila-Pescara; ma anche, per quanto riguarda l’autostrada, la variante della A25 che, ignorando i concetti di sviluppo delle aree attraversate, si ridurrebbe ad una sequenza di gallerie da Bussi a Collarmele. La “nuova” ferrovia tra Tirreno e Adriatico (vecchia, in realà, almeno di 140 anni come proposta) attraverserà zone impervie, con costi ragguardevoli e ridurrà definitivamente a rottame la Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara. La “nuova” autostrada andrà a puntare tutto su gallerie che sono proprio le strutture più fragili, come stanno dimostrando le “prove di carico”, oggi nel tunnel tra Popoli e Bussi, domani su tutte le altre gallerie che dai terremoti non ricevono alcun beneficio, anzi…

In tale contesto un sindaco che sostanzialmente tace (insieme, beninteso, ad una costellazione di rappresentanti politici della sua parte) o che si limita ad organizzare uno o più dibattiti, lascia campo aperto alle molte forze in campo opposto che hanno fatto un principio ispiratore indiscutibile della divisione anacronistica dell’Abruzzo in aree di influenza, corrispondenti grosso modo alle province del XVII secolo (con la modesta aggiunta di quella di Pescara).

Il viadotto di San Cosimo sulla A25 all’epoca della costruzione 45 anni fa

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